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Parco delle Madonie (Madonie Regional Natural Park)

Parchi e riservi UNESCO
Parco delle Madonie (Madonie Regional Natural Park)
Fotu: Wikimedia Commons · CC BY-SA

Il Parco delle Madonie è un'area naturale protetta prevista nel 1981 e istituito il 9 novembre del 1989; comprende quindici comuni della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Apprufunnimentu (it)
Organizzazione

Il parco è gestito dall'Ente Parco delle Madonie, ente di diritto pubblico, sottoposto a controllo e vigilanza della Regione siciliana, con sede a Petralia Sottana e si estende per 39.941 ettari, suddivisi in quattro zone a tutela differenziata:

A: Zona di riserva integrale nella quale l'ambiente naturale è conservato nella sua integrità e cioè nella totalità dei suoi attributi naturali, tanto nell'individualità dei popolamenti biologici che nella loro indipendenza. In tali zone s'identificano, di massima, ecosistemi ed ecotoni (o loro parti) di grande interesse naturalistico e paesaggistico, presentanti una relativamente minima antropizzazione. Per tali zone l'Ente Parco delle Madonie ha proceduto gradualmente all'acquisizione delle relative aree;
B: Zona di riserva generale nella quale è vietato costruire nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio. In queste zone possono essere consentite dall'ente gestore del Parco le utilizzazioni agro-silvo-pastorali e le infrastrutture strettamente necessarie quali strade d'accesso, opere di miglioria e di ricostruzione di ambienti naturali. Nelle predette zone s'identificano, di massima, ecosistemi ed ecotoni (o loro parti) d'elevato pregio naturalistico e paesaggistico con maggior grado d'antropizzazione rispetto alla zona A;
C: Zona di protezione nella quale sono ammesse soltanto costruzioni, trasformazioni edilizie e del terreno rivolte specificatamente alla valorizzazione dei fini istitutivi del Parco quali strutture turistico-ricettive, culturali e aree di parcheggio;
D: Zona di controllo nella quale sono consentite tutte le attività purché compatibili con le finalità del Parco.
Gli organi dell'ente (Presidente, Consiglio del Parco, Comitato esecutivo, Collegio…

Aspetti geografici

I monti delle Madonie, che sfiorano i duemila metri d'altezza, sono scomposti in un mosaico di blocchi, la cui uniformità fisica è solo apparente. Non sarà difficile a molti riconoscere le sostanziali differenze tra le zone centrali di natura calcarea, con morfologia aspra e dura, e le zone periferiche, di natura argilloso-sabbiosa, caratterizzate da morfologia decisamente più dolce.
Il nucleo centrale si sviluppa perlopiù sopra i 1600 metri di quota, da Pizzo Carbonara (1979 m) a Pizzo Antenna (1977 m) e a Monte Ferro (1906 m). Essi sono separati da un'ampia vallata dal Monte San Salvatore (1912 m) e dal Monte Quacella (1869 m), tipico massiccio dolomitico, e da un'altra vallata dal Pizzo Dipilo (1385 m), caratterizzato da profonde balze e dirupi; il vallone Madonie separa questi monti dal massiccio Monte dei Cervi (1794 m), grande contenitore delle riserve d'acqua delle Madonie.
Fiumi e torrenti solcano in lungo ed in largo questi monti, trasportando l'acqua dalla montagna al mare. L'ampia rete idrografica che interessa le zone periferiche lascia fuori solo le zone centrali dell'altopiano fra Pizzo Carbonara e Pizzo Dipilo dove invece si sviluppa un fitto sistema di circolazione idrica sotterranea, permesso dalle notevoli manifestazioni carsiche.
L'incassamento degli attuali reticoli fluviali sembra essersi prodotto negli ultimi cinquecentomila anni in un'area molto simile a quell'attuale. Il corso d'acqua più occidentale, quello dell'Imera settentrionale (anche denominato Fiume Grande), lungo circa 30 km, si origina in una zona montuosa di quota appena inferiore ai mille metri che rappresenta lo spartiacque fra l'Imera settentrionale e il meridionale, il quale a differenza del primo scorre nelle piane delle Sicilia meridionale.
Il mar Tirreno fa da confine…

Clima

Diversamente dal resto della Sicilia, gli inverni sono rigidi con temperature in alcuni casi inferiori a -10 °C, ed estati calde ma non afose. Le temperature medie massime annuali delle zone interne, pur variando da un'area all'altra, generalmente si mantengono fra 11 e 12 °C nella media. Fenomeni come la neve e la nebbia piuttosto frequenti. La neve si può trovare anche in estate all'interno di alcune doline chiamate "neviere", sopra i 1800 metri.

La valle dell'Imera settentrionale

Il primo terziere (la valle dell'Imera Settentrionale) è condizionato storicamente dal ruolo avuto di confine fra il Val Demone e il Val di Mazara. Dal punto di vista colturale è certamente la regione più povera poiché non vi insiste un'agricoltura ricca: è quindi anche poco abitata. Le pendici fluviali sono fortemente degradate ed erose. La recente disponibilità idrica abbondante ha favorito la formazione di consorzi d'irrigazione che provocano rapidamente trasformazioni agrarie in senso moderno. La valle dell'Imera risente fortemente della presenza dell'Autostrada A19.

La valle dell'Imera meridionale e del Salso
Il secondo terziere, formato dai bacini dell'Imera meridionale e del Salso, si suddivide a sua volta in due sottozone.
La prima raccoglie gli spazi e i sistemi d'attraversamento che, provenendo dall'altopiano gessoso-zolfifero e quindi dalle grandi aree estensive del latifondo, si congiungono in alcuni transiti per dirigersi attorno Polizzi e confermare attraversamenti più antichi e sicuri (poiché protetti dai boschi). Questi, scavalcando a Portella Colla la prima sella delle Madonie, si dirigono, attraverso Munciarrati, verso la valle d'Isnello dalla quale risalgono per poi scendere a mare secondo due direttrici verso Lascari o Cefalù.
La seconda sottozona è un ampio spazio di…

Aspetti geologici

La posizione degli attuali massicci rocciosi delle Madonie rappresenta il risultato dei mutamenti avvenuti in un arco di tempo di 40-50 milioni di anni. Secondo calcoli recenti la velocità media di sollevamento del settore nord-orientale della Sicilia nell'ultimo milione di anni varierebbe tra uno ed otto centimetri per cento anni (nelle Madonie tra cinque e sei centimetri). I movimenti tettonici più importanti e gli intensi fenomeni d'erosione e trasporto di materiali provenienti da versanti e scarpate avrebbero avuto fine circa 500 000 anni fa.
Si può dire che le Madonie sono separate in due unità geologiche: una di esse è rappresentata dal massiccio del Carbonara, di natura calcarea e dolomitica, mentre l'altro è il Monte Cervi, anch'esso di natura calcarea e dolomitica. Le due unità sono separate da una grande vallata e si ricongiungono a Portella Colla, dove s'osserva un importante contatto tettonico fra esse.
Nelle Madonie sono molto rappresentati i fossili, consentendo di fare ipotesi sull'originario ambiente dei luoghi. Sono stati in tal modo ricostruiti i paesaggi oceanici con grandi barriere coralline dell'era secondaria, poi coperti nel Terziario durante l'avvicinamento tra Africa ed Europa, da sedimenti di varia natura. Ad esempio a Cozzo Rosolocollo si rivengono foraminiferi (le fusuline), molluschi bivalvi, ed ancora poriferi (spugne) ed alghe d'età approssimativamente risalente ai 250 milioni di anni.
Le rocce in cui si trovano sono fra le più antiche rocce sedimentarie conosciute in Sicilia, insieme a quelle rinvenute presso Lercara Friddi e Palazzo Adriano. Ancora nella strada di Portella Colla s'incontrano argille calcaree verdastre o giallastre e calcari grigio bluastri il cui contenuto è costituito da molluschi bivalvi e gasteropodi mani cementate…

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Custruzzioni1989

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