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Cu era
1826–1910 · chimico e politico italiano (1826-1910) · Palermo
Stanislas Cannizzaru era un chìmicu palermitanu. Fu lu primu a furmulari, n capu l'ipòtisi di Avogadro, la giustizza dâ tiurìa atòmica e muliculari. Lu sò travagghiu spirimintali fu 'n capu la chìmmica orgànica e spiciarmenti a prupòsitu di l'aldèidi.
Nato a Palermo nel 1826, era figlio di Mariano Cannizzaro, magistrato che nel 1826 era direttore generale della Polizia in Sicilia, e di Anna Di Benedetto. La sua famiglia era composta da dieci figli compreso lui, ultimo nato.
Gli studi
Svolge i primi studi elementari in parte privatamente e in parte nelle prime classi del Ginnasio di Palermo, detto allora "Scuola normale". Perduto il padre il 21 marzo 1836, entra alla fine dello stesso anno nel Reale collegio-convitto Carolino Calasanzio. Ne esce durante l'epidemia colerica del 1837, nella quale perde due fratelli e lui stesso viene contagiato. Ripresi gli studi dopo una lunga convalescenza, si interessa di retorica, filosofia, lettere e matematica.
Nel 1841, all'età di appena 15 anni, si iscrive all'Università degli Studi di Palermo, allora avente medicina come unica facoltà scientifica, con l'intenzione di laurearsi nella stessa. Presto però, avendo frequentato per tre anni un corso di fisiologia tenuto da Michele Foderà, lega un'intima amicizia con quest'ultimo ed esegue sotto la sua direzione alcune ricerche sperimentali nella propria abitazione e in quella del maestro. Fu proprio lo studio della fisiologia a spingere Cannizzaro verso la chimica, di cui apprese i rudimenti per mano di E. Caronia nel 1842. Anche in questo caso, la mancanza di strutture adeguate lo costrinse a tentare i primi esperimenti chimici in casa propria. Questo aspetto spiega l'impegno da lui in seguito profuso nel dotare l'università in cui prestò servizio di strutture moderne e funzionali, dove gli studenti potessero esercitarsi.
Nel 1845 e nel 1846 si ferma a Napoli, prendendo parte al Congresso degli scienziati italiani. Alla fine del congresso, suscitate le attenzioni di illustri chimici, gli viene offerto da Raffaele Piria il posto di…
Se nella chimica organica emerse come abile e attento sperimentatore, nella chimica generale egli soprattutto mostrò il suo acume critico e la sua intelligenza creativa. La regola di Cannizzaro servì anche a dare la giusta importanza alla legge di Avogadro. Cannizzaro iniziò a fare esperimenti sulla determinazione dei composti, dei loro rapporti minimi all'interno di una molecola e soprattutto cercò di calcolare il loro peso atomico. Capì che l'idrogeno in natura è composto come molecola biatomica e così iniziò a studiarne le altre, tenendo le molecole alla medesima temperatura così da verificare il principio di Avogadro, fino ad allora non verificato universalmente.
Rapportò il peso di ogni volume di gas al peso che poteva corrispondere a un egual volume di idrogeno, ottenendo così i numeri che potevano rappresentare i pesi molecolari dei rispettivi gas presi singolarmente. Cercò di approfondire ulteriormente la sua ricerca con un successivo esperimento che lo portò a determinare i pesi dei vari composti con una precisione tale da raggiungere la cifra centesimale; riuscì addirittura a dedurre il peso atomico di ogni elemento che apparteneva al composto preso in esame.
Sunto di un corso di filosofia chimica, Genova, 1858.
(EN) Sketch of a course of chemical philosophy, Edinburgh, Livingstone, 1947.
Scritti intorno alla teoria molecolare ed atomica ed alla notazione chimica, "Lo Statuto" (Palermo), 1896, disponibile in Gallica.
Scritti vari e lettere inedite nel centenario della nascita, Roma, 1926.
Sunto di un corso di filosofia chimica fatto nella R. Università di Genova e Notizie storiche e considerazioni sull'applicazione della teoria atomica alla chimica, in: Stanislao Cannizzaro, La teoria atomica e molecolare, a cura di Antonio Di Meo; Roma, Edizioni Teknos, 1994.
Decreto di conferimento della medaglia d'argento per meriti sanitari per l'opera prestata durante il colera a Palermo
Diploma di onorificenza francese per la pubblica istruzione
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N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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