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chiesa del Santissimo Crocifisso Olmo (Chiesa del Santissimo Crocifisso dell'Olmo)

Kirchen
chiesa del Santissimo Crocifisso Olmo (Chiesa del Santissimo Crocifisso dell'Olmo)
Foto: Wikimedia Commons · CC BY-SA

La Chiesa del Santissimo Crocifisso "dell'Olmo" è un luogo di culto cattolico della città di Mazzarino, appartenente alla diocesi di Piazza Armerina. Vi si venera un antico e miracoloso crocifisso ligneo, denominato "Crocifisso dell'Olmo", compatrono della città.

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Storia

Dal Cinquecento al Seicento
L'impianto originario della chiesa risale al X-XI secolo, ovvero al periodo successivo alla riconquista normanna della Sicilia, e alla cacciata degli arabi, essa, sarebbe stata fondata dagli Aleramici divenuti signori della città di Mazzarino secondo l'autore Pietro di Giorgio Ingala, al fine di ripristinare il culto cristiano.
Secondo le fonti, la chiesa originaria era in stile siculo-normanno, con archi a sesto acuto e con i soffitti costituiti da travi dorate e istoriate.
Inizialmente la chiesa fu dedicata alla Madonna dell'Itria od Odigitria, alla quale essi riservavano una speciale devozione come riporta un'incisione nella campana:

Dal XVI secolo venne venerato un Crocifisso, detto delle grazie o dell'Olmo. La chiesa cambiò denominazione all'inizio del Seicento, ma l'appellativo di "dell'Olmo" fu acquisita solo più tardi, nel periodo compreso tra il 1703 e il 1719.
A livello popolare si tramanda una antica leggenda che avrebbe spiegato l'appellativo, raccolta dall'Ingala:

In realtà, si trattò probabilmente di una semplice piantumazione di un albero di olmo; esso è visibile anche nel sovrapporta di Palazzo Butera.
Fino al 1832, il Crocifisso era l'antico patrono della città, mentre da quella data in poi venne proclamato dalla Sacra Congregazione dei riti compatrono e la Madonna del Mazzaro patrona.

Il terremoto del 1693 e l'associazione di fedeli
Sino ad anni recenti si credeva che la chiesa originaria fosse stata distrutta dal terremoto del 11 gennaio del 1693, informazione diffusa da Ingala. A seguito degli studi del Cassarà e del Camilleri, si è scoperto che la chiesa non fu toccata dall'evento sismico, che lasciò intatta Mazzarino. Il principe Carafa per ringraziare il cielo dello scampato pericolo organizzò una processione che…

Confraternita

Nel 1881, in questa chiesa si impiantò la confraternita del Santissimo Crocifisso dell'Olmo o della Vara, col compito di portare in processione il pesante fercolo, la seconda domenica di maggio.

Descrizione

Interno
La chiesa, come ricostruita dal marchese Bivona, presenta tre navate, divise da quattro colonne cilindriche, che sorreggono quattro archi a tutto sesto, due per la navata di destra e due per quella di sinistra, con capitelli di ordine dorico. La volta è a botte, con decorazioni in stucco.

Nel 1886, Mons. Gaetano Quattrocchi, vescovo di Mazzara del Vallo, fece rivestire la chiesa di stucchi e bassorilievi, eseguiti dai fratelli Fantaguzzi da Barrafranca, in stile barocco siciliano.In chiesa, sulla sinistra dell'ingresso secondario, si trova il mausoleo, in marmo di carrara, a memoria del marchese Bivona, li sepolto.
L'edificio ha sette altari, compreso il maggiore, con mense intarsiate in marmi policromi e con tele di scuola pittorica siciliana databili tra il XVI-XVII.Nella navata di destra il primo altare ha per dipinto la Maria Maddalena, opera del pittore palermitano Spenosa, come si può leggere nella dedica: Petrus Spenosa Panormitanus, Pinxiit ex devotio Filippi Bivona 1755.
Il secondo altare possiede un dipinto di ignoto autore che rappresenta la Madonna dell'Itria, cui la chiesa era anticamente dedicata.
Il terzo altare, dirimpetto e in fondo alla navata di destra, espone un'antica tela, risalente al XVI secolo raffigurante la Sacra famiglia.
Il primo altare di sinistra ha un dipinto rappresentante l'Arcangelo Michele, il secondo, invece, è dedicato alla Madonna di Monserrato.

Il terzo altare di sinistra, anche esso dirimpetto e in fondo alla navata, espone un'antica tela, risalente al XVI secolo della Madonna delle Grazie, di ignoto autore.L'altare Maggiore in stucchi, legno dorato e intarsiato, con mensa in marmo policromo, in una nicchia, espone l'antico crocifisso delle grazie o dell'Olmo, scolpito in legno di cipresso, alto circa un metro, e…

Opere

La "vara"
Il fercolo è formato da quattro assi di abete dette "baiarde" e da una base quadrangolare, che sorregge "u munti", baldacchino fatto di rami, foglie e fiori in ferro battuto.
All'interno del baldacchino viene collocato il Crocifisso per essere portato in processione, mentre ai piedi della croce vi è una sfera che rappresenta il globo terrestre. Accanto ad esso vi sono quattro angeli.
Nella parte superiore delle baiarde vi sono degli anelli in ferro detti "currula", dove ogni confrate inserisce una tela bianca detta "tuagghieddra", che serve per le manovre di caricamento del fercolo. Le baiarde terminano con grossi anelli dette "buccula", dove vengono ancorate 6 corde dette "li venta", che servono a direzionare la "vara".

Il crocifisso

L'antico crocifisso è una scultura lignea di pregiata fattura e si ritiene che già prima del 1125 fosse venerato dalla cittadina come Patrono fino al 1814, anno in cui divenne il Compatrono di Mazzarino assieme alla Madonna del Mazzaro.
La scultura è composta dal Cristo di colore bruno, alto 80 cm e largo 71 cm, scolpito in legno di cipresso, rappresentato negli ultimi istanti di vita, prima del passaggio alla morte.
Il cristo è inglobato su una croce “trilobata” alta 121 cm, di un’epoca precedente al Cristo, sia per la sproporzione, sia per il fatto che la stessa riporta dipinti che vengono coperti quasi per intero dal corpo di Gesù morente.
Il giorno della processione tra il Cristo e la Croce viene inserito del cotone, in modo da attutire gli urti del fercolo, e vengono legati ai polsi, ai piedi ed al torace dei nastri rossi.

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Fotos
chiesa del Santissimo Crocifisso Olmo (Chiesa del Santissimo Crocifisso dell'Olmo) chiesa del Santissimo Crocifisso Olmo (Chiesa del Santissimo Crocifisso dell'Olmo)

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