Il duomo o Insigne Chiesa Madre di Santa Maria della Neve è il più importante luogo di culto cattolico della città di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, nonché chiesa madre e arcipretura, afferente alla diocesi di Piazza Armerina.
Epoca spagnola
La costruzione della nuova chiesa "madrice" fu voluta dal Principe Carlo Maria Carafa-Branciforte, il quale dispose, nel suo testamento, il lascito della cospicua somma di 1000 scudi "una tantum" per la fabbrica del duomo.
Il duomo venne edificato nello stesso luogo in cui sorgeva l'antica chiesa, risalente al XV sec., dedicata alla Madonna della Neve, gravemente danneggiata dal terremoto del Val di Noto del gennaio 1693.
Il terremoto dell'11 gennaio 1693
Mazzarino, come altre città del Val di Noto e della diocesi di Siracusa, micui all'epoca giurisdizionalmente apparteneva, registrò in conseguenza del terremoto dell' 11 gennaio 1693 diversi danni agli edifici di culto più vetusti, senza che ciò abbia arrecato, per fortuna, vittime tra i cittadini, così come risulta dai documenti dell'archivio della chiesa "madre".
Proprio a causa del sisma l'antica chiesa madre (oggi non più esistente) ubicata nei pressi della chiesa della Madonna del Mazzaro, e dedicata a Sant'Antonio Abate, subì gravi danni, che la resero inagibile al culto.
Da qui la volontà del Principe di Butera e Conte di Mazzarino, don Carlo Maria Carafa Branciforte, di voler edificare un nuovo e più sontuoso edificio, secondo il gusto barocco del tempo, per ospitare la nuova chiesa "madre" della città.
L'unico documento pervenutoci, riportato dallo storico locale Pietro di Giorgio Ingala, che conferma storicamente i fatti accaduti a Mazzarino a causa del terremoto, consta di una Bolla pontificia, preceduta da una supplica del 1739 del Vescovo di Siracusa Matteo Trigona, in cui si chiedeva al Pontefice Clemente XII la concessione di grazie e privilegi in favore dei fedeli che si fossero cooperati alla riedificazione e restaurazione delle chiese Madri delle città e delle terre della diocesi…
La facciata
La facciata, in blocchi di pietra arenaria locale intagliata, è rimasta, in parte, incompiuta, a causa delle difficoltà costruttive e finanziarie.
La facciata, in stile tardo-barocco siciliano, presenta nicchie e riquadri alternate da paraste binate e, in prossimità del portale, da due semicolonne, di coronate da capitelli d'ordine tuscanico a sostegno dell'ampia trabeazione di ordine dorico che divide il primo dal secondo ordine.
La parte centrale del primo ordine è caratterizzata dal complesso binato di paraste e semicolonne e dal coronamento di volute acroteriali simmetriche, che accennano un timpano mistilineo.
Ornano la facciata sei nicchie, incorniciate da motivi barocchi e sormontate da timpani semi circolari a sesto ribassato, di cui quattro nel primo ordine e due nel secondo ordine, al di sopra della trabeazione e del cornicione, che avrebbero dovuto ospitare statue di santi o busti. Parimenti nel primo ordine sono presenti cinque riquadri incorniciati su cui si ergono antefisse a palmizi inversi, per inscrizioni o bassorilievi non più eseguiti.
Nella parte sommitale sul lato destro è presente un grande bassorilievo rappresentante la creazione di Adamo ed Eva, sul lato sinistro, invece, non fu realizzato il corrispondente che, stando alle fonti, avrebbe dovuto raffigurare Caino e Abele.
Il duomo presenta una pianta longitudinale a croce latina rivolta a ponente. Ha tre ingressi, il maggiore in corrispondenza del prospetto principale, su un livello rialzato rispetto al piano stradale, che si apre sull'ampia scalinata di piazza Angelo Monterosso, con portale barocco ad arco a tutto sesto sormontato da un fastigio arzigogolato, con giri di fasce, che incornicia un medaglione, e figure laterali fitomorfe e antropomorfe a finimento. Sopra la cornice…
L'organo a canne della "Premiata Fabbrica D`Organi di Damiano Polizzi e figli"
In controfacciata, nella cantoria, al di sopra del ingresso principale, è collocato il grande organo a canne realizzato nei primi anni dell'900 dai maestri organari Damiano Polizzi (Caltanissetta 1836-1911) e dal figlio Michele Polizzi (Caltanissetta 1861 - Modica 1936), collaboratore, quest'ultimo, di Casimiro Allieri della “Regia Fabbrica Nazionale Privilegiata d’Organi Fratelli Serassi" di Bergamo, che realizzarono diversi organi in Sicilia tra cui l’organo della Chiesa Madre di Rosolini (SR), della Chiesa S. Maria La Nova in Scicli (RG), della Chiesa Santa Maria Maddalena in Buccheri (SR), della Cattedrale di Siracusa, della Chiesa Madre di San Pietro in Modica (RG), della Chiesa San Francesco all’Immacolata in Messina, della Chiesa San Francesco d’Assisi in Trapani, del Santuario Maria SS. Ausiliatrice in Adrano (CT).
Caratteristiche tecniche - disposizioni foniche
Registri: 20
canne: 1800
Trasmissione: meccanica sospesa
Consolle: a finestra
Tastiere: 2 di 58 tasti (do1-la5)
Pedaliera: di 17 note (do1-mi2)
Collocazione: in cantoria in muratura posta in controfacciata
Accessori: Tremolo
Antico organo a canne del 1745
Nella cantoria lignea a destra del presbiterio è collocato l'antico organo a canne del 1745 del Nicolò Guili di Enna, recentemente restaurato.
L'organo possiede le seguenti caratteristiche foniche:
Registri: 5
Canne: n/d
Trasmissione: meccanica sospesa
Consolle: a finestra
Tastiere: 1 di 45 tasti (do1-do5), con prima ottava corta
Pedaliera: di 8 note (do1-si1) con prima ottava corta, costantemente unita alla tastiera, con registro di Bassi sempre inserito.
Una lapide posta nella prima colonna della navata di destra ricorda i parroci succedutisi alla guida dell'Arcipretura di Santa Maria della Neve dal 1571 al 2017.
L'arcipretura di Santa Maria della neve è la chiesa madre della città di Mazzarino dal 1763, salvo brevi interruzioni.
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