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La chiesa di Maria Santissima del Carmelo è un edificio religioso di Santa Venerina (CT), che si trova nel quartiere di Bongiardo.
Gli inizi e il XVIII secolo
I ricorrenti sommovimenti tellurici, spesso preceduti da imponenti eruzioni dell'Etna, che hanno tormentato la parte orientale dell'isola dove si stende Santa Venerina, hanno mutato e stravolto, tanto l'aspetto orografico e idrografico, quanto la flora e la fauna che regolavano il processo biologico del bosco e del sottobosco. Nel 1640 il territorio dell'antico borgo di Bongiardo, nucleo originario di Santa Venerina, passò dalla giurisdizione di Aci Aquilia al nuovo comune di Aci Sant'Antonio e Filippo. In seguito a chissà quale evento calamitoso l'antico "hospitali Blancardi" e l'"Ecclesia del Santissimo Salvatore" in "nemore" ricordati nei testi medievali, che fortunatamente ci sono pervenuti, furono distrutti e cancellati perfino dalla memoria.
L'Ecclesia del SS. Salvatoris
Dell'esistenza di questa chiesa, da secoli scomparsa, abbiamo notizia dalla Cronaca di Michele da Piazza, cronista del XIV secolo, che riferisce del girovagare per i boschi dell'Etna del duca Giovanni d'Aragona, per sfuggire alla peste del 1348, e del tentativo dello stesso di rifugiarvisi, ma la trovò sbarrata. Per cui il Duca andò a rifugiarsi nel vicino Eremo di sant'Andrea di Milo, dove morì: "nunc ad quondam Ecclesiam Sancti Salvatoris del Blanchardu in nemore civitatis predicte, e quasi latitando, discurreret, prevenit ad quondam Ecclesiam seu locum, vocatum Sanctu Andria".
Questa chiesa fu costruita probabilmente nel periodo della dominazione normanna, quando i Benedettini si insediarono in tutta l'area etnea. È plausibile altresì che alla chiesetta fosse abbinato un fondaco per ospitare i viandanti della "Strada Regia" durante la notte per sfuggire agli assalti di banditi e briganti. Alcuni studiosi ipotizzano che la chiesa sorgesse nei pressi dell'attuale…
Esterni
L'edificio sacro si sviluppa secondo una planimetria a navata unica, con pianta rettangolare, culminante in un presbiterio absidato, leggermente rialzato rispetto al piano dell’aula principale. Sul lato destro della chiesa si trovano annessi la casa canonica e i locali destinati alle attività parrocchiali, funzionalmente collegati all'insieme architettonico. La struttura portante dell’edificio è realizzata in pietra lavica e malta, materiali tipici dell'area etnea. Il manto di copertura, sorretto da una struttura lignea, è rivestito da tradizionali tegole di cotto, che si integrano armoniosamente con il contesto paesaggistico e architettonico circostante. La facciata, interamente rivestita in pietra bianca, si distingue per il suo sobrio ed elegante stile neoclassico. È scandita da quattro paraste di ordine corinzio, che incorniciano la superficie e sostengono un ampio frontone triangolare, conferendo all'insieme un forte senso di equilibrio e solennità. Al di sopra della fascia d'attico si erge la cella campanaria, aperta sui quattro lati, che contribuisce a slanciare verticalmente la struttura. Complessivamente, la facciata raggiunge un’altezza di circa 23–24 metri, includendo la cella campanaria. Il campanile, costruito tra il 1846 e il 1847, presenta caratteristiche che richiamano lo stile barocco, in particolare per la presenza di un elegante cupolino realizzato in "Pista" una miscela di laterizi pestati e calce, molto diffusa nelle tecniche costruttive delle maestranze ottocentesche locali. La facciata è stata oggetto di un importante intervento di restauro nel 1997, che ha restituito all’edificio l’antico splendore.
Interni
Gli interni della chiesa si articolano in un'unica navata coperta da una volta a botte
Decorazioni navata e volta
L’apparato…
All'interno dell'edificio si trovano le seguenti opere d'arte:
XVII secolo
Statue
Resti del simulacro di Sant'Antonio di Padova (resti della statua del XVII secolo andata distrutta. Posta, in passato, nella chiesa filiale di Sant'Antonio di Padova in Passopomo)
XVIII secolo
Tele
Madonna del Carmine con altri santi (in assenza di fonti documentate certe, si ipotizza che il quadro possa risalire al XVIII secolo)
Via Crucis (tele del XVIII secolo)
Statue
Simulacro ligneo della Madonna del Carmelo, Patrona di Bongiardo (in assenza di fonti documentate certe, si ipotizza che il simulacro possa risalire al XVIII secolo. È generalmente considerato un'opera di manifattura acese, riconducibile alla vivace tradizione artistica locale dell’epoca)
Simulacro ligneo di San Francesco di Paola, Compatrono di Bongiardo (in assenza di fonti documentate certe, si ipotizza che il simulacro possa risalire al XVIII secolo.)
XIX secolo
Tele
Madonna del Carmine con altri santi (la tela, collocata sull’altare dedicato alla Patrona, è un’opera realizzata nel 1876 dal pittore Francesco Vaccaro. Si tratta di un rifacimento ottocentesco della tela seicentesca. La scena raffigura la Madonna del Carmine in gloria e circondata da quattro santi: San Simone Stock, Santa Teresa d’Avila, grande mistica spagnola; Sant’Antonio Abate e San Mauro, divenuto nuovo patrono di Viagrande in sostituzione di San Vito, la cui venerazione declinò progressivamente a partire dalla metà del XVII secolo. La composizione riflette i canoni devozionali e pittorici dell’epoca. Nel dipinto sono raffigurati diversi angeli putti alati. Uno di questi regge con entrambe le mani un grande scudo ovale dorato, inclinato verso il basso, che occupa gran parte della sua figura. Sulla superficie dello scudo è incisa la scritta…
Rilevanza storica e urbanistica
La chiesa di Maria Santissima del Carmelo e delle Anime Purganti riveste un ruolo di particolare rilievo nella storia religiosa e urbana del territorio di Santa Venerina. Oltre a essere uno degli edifici sacri più antichi dell’attuale comune, essa ha rappresentato per secoli un punto di riferimento centrale nella vita spirituale e civile della popolazione locale.
La presenza della chiesa contribuì in maniera significativa all’ampliamento dell’insediamento originario di Branciardo (oggi Bongiardo), influenzando direttamente l'espansione del tessuto urbano circostante e formando l'attuale centro storico. Attorno ad essa si sviluppò progressivamente un nucleo abitativo stabile, che segnò una fase importante di crescita demografica e di consolidamento dell’identità comunitaria del borgo.
Successivamente, con la costruzione, negli anni successivi, della chiesetta di Santa Venera, ebbe inizio un nuovo processo di aggregazione urbanistica, con la fusione di Bongiardo e del nuovo quartiere Santa Venera, che poi dette il nome all'attuale Comune. Tale edificio religioso, sebbene inizialmente di dimensioni modeste, fu più volte ampliato e rimaneggiato nel corso dei decenni, contribuendo alla formazione di un nuovo polo religioso e sociale.
Questo sviluppo culminò nel 1888, anno in cui venne aperta al culto la monumentale chiesa del Sacro Cuore di Gesù. La nuova chiesa sancì simbolicamente il completamento del processo di riorganizzazione urbana e della formazione dei principali quartieri del paese.
La chiesa di Bongiardo conserva tuttavia un ruolo storico e affettivo di grande importanza per la comunità, in quanto prima chiesa del centro storico e testimone delle origini dello sviluppo urbano di Santa Venerina.
Feste religiose
Festa della Madonna…
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