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Chi era
90 a.C.–20 a.C. · storico siceliota · Agyrion
Diodoro Siculo è stato uno storico greco antico, autore di una monumentale storia universale, la Bibliotheca historica.
Nacque in Sicilia, ad Agira: il suo traduttore inglese, Charles Henry Oldfather, sottolinea infatti la "singolare coincidenza" che una delle due sole iscrizioni greche di Agyrium (IG XIV, 588) sia la pietra tombale di un "Diodoro figlio di Apollonio".
Girolamo scrive che Diodoro fiorì nel 49 a.C., e questa data pare confermata dalle stesse parole dello storico greco. Il più antico tratto autobiografico che egli segnala nella sua opera è il suo viaggio in Egitto durante la 180ª olimpiade (fra il 60 e il 56 a.C.). In quell'occasione fu testimone dell'ira di una folla che chiedeva la morte di un cittadino romano reo di aver ucciso accidentalmente un gatto, animale sacro agli egizi (Bibliotheca historica, I, 41 e I, 83).
Il dato storico più recente menzionato da Diodoro è invece la vendetta di Ottaviano sulla città di Tauromenion, colpevole di avergli rifiutato l'aiuto necessario ad evitare una sconfitta navale contro Sesto Pompeo attorno al 36 a.C. Poiché Diodoro sembra ignorare che l'Egitto divenne una provincia romana - il che avvenne nel 30 a.C. - è presumibile che abbia completato l'opera prima di quella data.
Diodoro stesso informa di aver dedicato trent'anni della propria vita (quindi all'incirca dal 60 a poco prima del 30 a.C.) alla realizzazione della sua Biblioteca, durante i quali compì numerosi e pericolosi viaggi in Europa e in Asia, utili alle sue ricerche.
Diodoro presenta la sua opera, la Bibliotheca historica, come una storia universale dalle origini del mondo alle campagne di Cesare in Gallia e in Britannia. Era composta da 40 libri, suddivisi successivamente in pentadi e decadi. L'opera non si è conservata integralmente. A noi sono giunti completi i primi 5 libri (sull'Egitto [libro I], sulla Mesopotamia, sull'India, sulla Scizia e sull'Arabia [II], sull'Africa settentrionale [III], sulla Grecia [IV] e sull'Europa [V]) e i libri XI-XX (dal 480 e dai diadochi al 301 a.C.). Possiamo tuttavia trarre alcuni dati sull'opera e ricostruirne l'impianto, grazie ai numerosi estratti di epoca medievale (contenuti negli scritti di Fozio e Costantino Porfirogenito) e ai numerosi frammenti che ne rimangono.
Nel proemio sono enunciate le finalità dell'opera: innanzitutto giovare a tutti gli uomini, garantendo loro la conoscenza di quella comune esperienza umana che è la storia e offrendo loro un insegnamento, esente da rischi, di ciò che è utile; quindi, secondo un'ideologia stoica, tentare di riunire sotto un unico ordinamento tutti gli uomini, tutti cittadini del mondo anche se divisi nello spazio e nel tempo.
Oltre al proprio contributo, l'ambizioso progetto proemiale, include, come eloquentemente rivela il titolo, in una biblioteca, un repertorio di libri – riletti, revisionati o copiati – di altri autori (Ecateo, Ctesia di Cnido, Eforo, Teopompo, Timeo, Duride, Ieronimo di Cardia, Evemero, Polibio, Posidonio, vari annalisti romani).
È poco corretto considerare Diodoro…
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37.65750 N · 14.52260 E
chiesa di San Giuseppe
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