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Franco Battiato

Personaggi

Chi era
1945–2021 · cantautore, compositore, scrittore, regista, pittore e politico italiano (1945-2021) · Giarre-Riposto

Franco Battiato
Foto: Wikimedia Commons · CC BY-SA

Francesco Battiato, detto Franco, è stato un cantautore, compositore, regista e pittore italiano.

Approfondimento
Biografia

La canzone di protesta e il periodo romantico (1965-1969)
Francesco Battiato nasce il 23 marzo 1945 nell'allora comune di Ionia, sei mesi prima che questo venisse diviso in Giarre e Riposto. Dopo aver conseguito la maturità al liceo scientifico "Archimede" di Acireale, e in seguito alla morte del padre Salvatore (camionista, scaricatore e commerciante di vino, nel porto a New York. La madre, Grazia Patti, faceva la sarta), nel 1964 si trasferisce a Roma, per poi stabilirsi a Milano zona Porta Romana, prima in via Gustavo Modena, 25, lo stesso palazzo dove abitava anche un giovanissimo Tullio De Piscopo, poi in Via Perugino. In merito al periodo lombardo l'artista ricorda: «Milano allora era una città di nebbia, e mi sono trovato benissimo. Mettevo a frutto la mia poca conoscenza della chitarra in un cabaret, il "Club 64", dove c'erano Paolo Poli, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Renato Pozzetto e Bruno Lauzi. Io aprivo lo spettacolo con due o tre canzoni siciliane: musica pseudobarocca, fintoetnica. Nel pubblico c'era Giorgio Gaber che mi disse: "Vienimi a trovare". Il giorno dopo andai. Diventammo amici».
Il locale in realtà si chiama Cab64, lì Battiato conosce Gino Negri che gli propone di lavorare in teatro cantando brani scritti da lui in spettacoli quali La Tancia di Michelangelo Buonarroti il Giovane e Molto rumore per nulla di William Shakespeare, ma poiché a Battiato alcune di queste musiche non piacevano, consapevole che Negri dopo la prima non sarebbe più venuto a teatro, le cambia tutte.
Dopo aver interrotto gli studi universitari per seguire la sua passione musicale, pubblica due singoli per la rivista Nuova Enigmistica Tascabile (NET) verso la metà degli anni sessanta, che proponeva come allegati dischi di canzoni celebri interpretate da cantanti poco…

Pittura

Attorno al 1990 Battiato inizia a percorrere altri campi espressivi, avvicinandosi con diletto e curiosità al mondo del disegno e della pittura. Per l'artista catanese l'esprimersi tramite le arti figurative rappresenta un esperimento continuo di autoanalisi e miglioramento di sé; non ha mai amato definirsi ed essere definito un pittore, dicendo di essere invece un "uomo che dipinge", ed in un'intervista al quotidiano La Repubblica ha affermato: «Nella pittura vedo tutti i miei difetti, e mi interessa migliorare. Ne sono ingordo e non vedo l'ora di mettermi a lavorare». Dal 1993 l'attività pittorica lo porta ad organizzare mostre personali in Italia e nel mondo, spesso in grandi città quali Roma, Catania, Firenze, Stoccolma, Miami, Istanbul e Göteborg; una delle sue mostre è stata curata in collaborazione con l'artista e incisore Piero Guccione. In oltre vent'anni ha prodotto circa ottanta opere, firmandosi con lo pseudonimo di Süphan Barzani.
Nei lavori di Battiato, eseguiti su tele o tavole dorate, vengono usate soprattutto tecniche di pittura ad olio, impiegando terre e pigmenti duri. Le copertine e i libretti degli album Fleurs e Ferro battuto e dell'opera lirica Gilgamesh sono alcuni esempi di suoi dipinti. Battiato dipinge per lo più figure iconiche, come Sufi e Dervisci che pregano, oppure volti di persone comuni, solitamente amici dell'artista. I critici hanno spesso parlato, a proposito della pittura di Battiato, di una reinterpretazione dell'arte bizantina, passando per i primitivi toscani del XIII e XVI secolo. A questo proposito il musicista afferma: «Che poi si ravvisino coincidenze stilistiche, strutturali o compositive tra queste tipologie di opere e i miei dipinti non deve sorprendere: io sono legato, com'è palese anche nel mio lavoro di musicista, ad…

Cinema

Dopo un'unica esperienza come attore teatrale nella pièce Molto rumore per nulla di William Shakespeare, nel 1973 appare non accreditato (e doppiato) come attore nel film di Corrado Farina Baba Yaga, interpretato da Carroll Baker. La scena principale in cui compare è quella dell'happening al cimitero, quasi completamente eliminata nella versione uscita nelle sale italiane (recuperata nell'edizione in DVD edita dalla Blue Underground).
Negli anni compone diverse colonne sonore, collaborando in primis col veronese Giacomo Battiato (con il quale non è imparentato pur avendo lo stesso cognome) nel film Una vita scellerata (1990), imperniato sulla figura di Benvenuto Cellini, e quindi con il conterraneo Pasquale Scimeca, firmando le musiche del film Il giorno di San Sebastiano (1994). Alcuni suoi brani vengono utilizzati da Antonello Aglioti nel film Il giardino dei ciliegi (1992), dove l'attrice Marisa Berenson esegue Luna indiana, e soprattutto dal cineasta Nanni Moretti, che lo cita esplicitamente in Bianca (1983, con il brano Scalo a Grado), La messa è finita (1985, con il brano I treni di Tozeur), Palombella rossa (1989, con il brano E ti vengo a cercare) e Il sol dell'avvenire (2023, con il brano Voglio vederti danzare). Nel 2006 il regista Alfonso Cuarón utilizza la canzone Ruby Tuesday dei Rolling Stones nella versione promossa dall'artista per la colonna sonora del film I figli degli uomini (Children of Men). A tal proposito il cineasta messicano afferma: «Battiato mi provoca una emozione profondissima. Credo che la sua interpretazione sia più bella di quella dei Rolling Stones». Collabora inoltre a numerosi film dell'amica Elisabetta Sgarbi, tra cui Deserto Rosa nel 2009.

Le sue aspirazioni di regia iniziano già nel 1979, quando comincia a dirigere tutti i suoi…

Politica

Franco Battiato non ha mai voluto unire l'attività musicale con quella politica, affermando più volte che l'artista non deve essere necessariamente "un artista impegnato", tanto meno "politicizzato". Nel 1976, tuttavia, si candidò nelle prime liste del partito Radicale, senza venire eletto. Nel 1987 concesse un'intervista al periodico missino La Contea. Mensile di politica e culturale, in cui avrebbe confidato all'intervistatore di essere un lettore ed estimatore di Julius Evola e Mircea Eliade.
Negli anni ha espresso alcune preferenze politiche attraverso dichiarazioni rilasciate su giornali e televisioni. Il 20 maggio 2005, a titolo di esempio, sul Corriere della Sera, in occasione delle elezioni comunali di Catania, esprime la sua intenzione di votare a favore di Enzo Bianco, il candidato di centro-sinistra sfidante di Umberto Scapagnini, sindaco uscente e controverso medico personale di Silvio Berlusconi, dichiarando: «Se vince Scapagnini me ne vado da Catania» (la tornata elettorale vedrà effettivamente la vittoria di Scapagnini contro Bianco). Poco tempo prima si era invece esibito alla festa di Alleanza Nazionale alla palazzina Liberty di Milano.
Della vicenda si occupa anche il Secolo d'Italia, giornale ufficiale di Alleanza Nazionale, che scrive di ritenere il cantautore vicino alle posizioni del partito, dichiarazioni a cui Battiato replica: «Io di destra? Ma se non sono mai stato di destra in vita mia». Nell'ottobre dello stesso anno, in un'altra intervista al Corriere, esprime un giudizio su Silvio Berlusconi: «Già le sue TV erano un segno premonitore del disprezzo per la serietà di essere artisti» e ancora prima: «Qualcuno si è inventato la storia per cui sarei di destra, non è vero. Se uno legge bene le mie cose sa da tempo che sono un proletario dello…

Da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Leggi tutta la voce

Foto
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