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isola di Ortigia
Foto: Wikimedia Commons · CC BY-SA

Ortigia è il toponimo dell'isola che costituisce la parte più antica della città di Siracusa.

Approfondimento
Geografia fisica

L'isola di Ortigia è geologicamente parte dei monti Iblei.
Sotto la sua roccia calcarea scorre l'acqua dolce, alimentata da una profonda falda freatica iblea. La costa ortigiana di ponente forma l'entrata naturale di un grande golfo o baia, che costituisce il porto Grande di Siracusa, la cui altra estremità è data dalla costa della penisola della Maddalena.
Ortigia, in tempi antichi, doveva avere una costa più prolungata, infatti dai vari studi archeologici effettuati presso il Lakkios (detto anche porto Piccolo di Siracusa), risulta visibile sott'acqua parte della banchina marmorea che contraddistingueva l'approdo siracusano.

La tipologia di costa è rocciosa e frastagliata, nella sua maggior parte, eccetto qualche golfetto di sabbia.
La sua vegetazione non è estesa, poiché l'isola nel corso dei millenni è stata densamente popolata ed edificata. La flora ortigiana è composta dalle piante tipiche del clima mediterraneo, quindi soprattutto palme e ficus. Inoltre attira curiosità la presenza della pianta del Cyperus papyrus (la medesima pianta dalla quale è possibile ricavare i fogli di papiro), che cresce all'interno della fonte Aretusa.
La sua fauna, composta essenzialmente da numerose specie marine, annovera anche delle anatre e dei pesci d'acqua dolce, entrambi abitanti esclusivi della fonte Aretusa e per questo parte della cultura paesaggistica.

Etimologia

Il toponimo Ortigia trae origine dalla lingua greca antica, Ὀρτυγία, e significa quaglia (ὄρτυξ, ortyx). Nell'antichità vi erano diverse località del bacino del Mediterraneo che si chiamavano Ortigia.
Dato all'isola di Siracusa dai primi coloni greci, questo termine recava con sé un significato religioso: esso appare difatti legato alla divinità olimpica Artemide (corrispondente alla dea romana Diana), dea della Luna e gemella del dio del Sole Apollo, poiché, secondo l'Inno ad Apollo (14-16), in Ortigia la titanide Leto partorì la dea. Ortigia divenne allora il suo luogo sacro.
Omero, che rappresenta la più antica fonte che parla del legame tra Ortigia e Artemide, nel poema epico l'Odissea, colloca in un'imprecisata Ortigia l'aureo trono della dea della Luna.

Alcuni autori classici specificano che l'isola siracusana fu così chiamata proprio in onore di Artemide: Diodoro Siculo afferma che furono gli uomini e gli oracoli a darle il nome di Ortigia dopo che seppero della sua consacrazione alla divinità lunare; mentre Ovidio, nel trattare il mito di Alfeo e Aretusa, fa dire alla ninfa nereide che l'isola di Siracusa si era chiamata Ortigia per via della sua dea, Artemide.
Pindaro definisce l'Ortigia siciliana «culla di Artemide» e sede dell'Alfeioa o Alpheiaia, ovvero l'Artemide Potamia, fluviale, connessa al fiume Alfeo: il poeta tebano si sofferma sulla relazione che correva tra l'Alfeo e l'Ortigia siciliana; egli nella Nemea I chiama l'isola «sacro respiro di Alfeo» (Ἄμπνευμα σεμνὸν Ἀλφεοῦ), che secondo l'antico mito giungeva in maniera carsica dal Peloponneso all'isola di Ortigia.
Per Pindaro, inoltre, Ortigia è sorella di Delo (Nemea I), l'isola sacra delle Cicladi, dove la tradizione greca finì per collocare sia la nascita di Apollo che quella di Artemide: in…

Storia

Epoca antica

L'epoca greca
La colonizzazione greca di Siracusa, avvenuta nell'VIII secolo a.C., è partita da Ortigia: è Tucidide che informa come l'isola fosse a quel tempo già abitata dal popolo dei Siculi e che questi infine dovettero cederne il controllo alla spedizione corinzia comandata dall'eraclide e bacchiade Archia.
Il mito fondativo, reso noto da Pausania, parla di un responso di Apollo, il quale rivelò all'ecista Archia, recatosi presso l'oracolo di Delfi, l'esatto luogo dove doveva avvenire la sua ktisis, ovvero la fondazione di una polis:

Con l'arrivo dei Dori Ortigia viene unita tramite un terrapieno litico all'Acradina, sorta all'interno dell'antico insediamento siculo di Syraka (secondo lo scolio a Callimaco: Συρακώ e Συρακούς).
Del terrapieno litico, divenuto in seguito un vero e proprio ponte, ne danno notizia uno scoliasta di Pindaro sulla prima Nemea e un canto - del quale parla anche Strabone - del poeta lirico di VI secolo a.C. Ibico di Reggio.
L'isola diviene presto il centro religioso e politico dei nuovi coloni: nella sesta Olimpica Pindaro narra che alla fondazione della polis avevano partecipato anche dei sacerdoti giunti da Olimpia; stirpe di indovini che si diceva discendente di Iamo (il figlio di Apollo nato sulle sponde dell'Alfeo o sul monte Cillene, culla del dio Hermes); alcuni autori odierni sostengono che furono gli Iamidi di Olimpia, che presero dimora in Ortigia, a introdurvi il culto di Alfeo e Aretusa. Secondo il filologo classico Luigi Lehnus, invece, Pindaro avrebbe potuto voler fare riferimento a una collaborazione tra gli Iamidi e Gelone, nel momento in cui la casata rodio-cretese dei Dinomenidi, giunta da Gela, instaura a Siracusa il suo duraturo governo.

I coloni greci edificano in Ortigia alcuni dei loro templi più…

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Sull'isola di Ortigia si possono osservare i resti di tre antichi templi della religione dell'antica Grecia: il tempio di Artemide (solo basamento); il tempio di Apollo (basamento, minima parte delle mura e colonne superstiti); il tempio di Atena (colonne superstiti e parte della struttura interna incorporate nell'edificio di culto cristiano).
Con l'affermarsi del cristianesimo avviene la trasformazione del tempio di Atena in cattedrale, detta anche duomo di Siracusa; in seguito, con la dominazione islamica, questa diviene una moschea, così come il tempio di Apollo, tuttavia alcuna traccia architettonica è rimasta a testimonianza di quel tempo.

Successivamente, con l'arrivo dei Normanni, le moschee vengono chiuse, l'antico tempio posto sulla sommità dell'isola ridiventa la cattedrale - accanto, in epoca sveva, viene costruito il palazzo arcivescovile - e sorgono tutt'intorno a essa numerosi edifici del culto cristiano greco-romano (l'arcidiocesi di Siracusa anche durante l'epoca normanna mantiene sia il rito greco sia il rito romano): chiese, monasteri e conventi.
Tra le chiese più arcaiche di Ortigia si annovera quella di San Giovannello (costruita su una preesistente basilica bizantina paleocristiana del IV secolo edificata dal vescovo Germano); essa sorge nel quartiere della Giudecca, dove si insediò fino al 1492 la comunità ebraica di Siracusa, la quale aveva eretto in quella zona la sinagoga e i miqwè ebraici.
Un vetusto esempio di stile romanico-gotico-normanno è dato dalla chiesa di San Martino, nei pressi del lungomare d'Ortigia (anch'essa, come l'interno del duomo, mostra i caratteri dell'arte bizantina).
Il più antico monastero ortigiano sorge alle spalle del duomo e risale al 1169, fondato dal re normanno Guglielmo II il Buono e…

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