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La riserva naturale orientata Capo Gallo è un'area naturale protetta, situata nel comune di Palermo, in Sicilia, e istituita dall'Assemblea Regionale Siciliana nel 2001. Il territorio, la cui estensione è di circa 586 ettari, è caratterizzato da un'eterogeneità di habitat e dalla presenza di numerose specie endemiche rare, ragione per cui è compreso nell'elenco dei siti di importanza comunitaria dell'Unione Europea, in ottemperanza alla Direttiva Habitat del maggio 1992.
La riserva di Capo Gallo si estende per 586 ettari (5,86 km²) nell'area nord-occidentale del capoluogo siciliano. È costituita essenzialmente dal Monte Gallo, un massiccio carbonatico isolato – formatosi tra il Triassico e l'Eocene medio in seguito alla collisione continentale che ha dato origine ai monti di Palermo – che raccorda il golfo di Mondello con quello di Sferracavallo, dove sorgono le omonime frazioni litoranee.
L'area del Monte Gallo è generalmente suddivisa in un settore interno e uno esterno. La parte interna è rivolta verso la Conca d'Oro, la pianura su cui sorge la città di Palermo, mentre quella esterna si affaccia sul mar Tirreno ed è delimitata da falesie alte centinaia di metri.
Il lato costiero della Riserva di Capo Gallo si estende dal capo omonimo verso ovest fino a Punta Barcarello e, data la natura carsica delle rocce, il mare le ha modellate nelle forme più bizzarre, formando una serie di grotte affascinanti, come la Grotta dell'olio che ricorda un po' la famosissima Grotta azzurra di Capri.
Nell'antichità queste grotte furono abitate dall'uomo e in talune di esse sono stati rinvenuti graffiti preistorici ed altri reperti archeologici di notevole importanza.
Per accedere a buona parte della riserva è necessario l'approdo marino, visto che i collegamenti terrestri che partono dalle due borgate marinare non si incontrano. Per tale ragione nel punto centrale della riserva viene spesso praticato il naturismo. I luoghi più agevoli da raggiungere sono spesso affollati nella stagione estiva a causa della vicinanza al mare e la riserva tutta è posta sotto la vigilanza delle guardie naturalistiche del parco che controllano il rispetto dei regolamenti da parte di turisti e bagnanti.
Il tratto di mare che unisce Capo Gallo con la vicina Isola delle…
Sul litorale roccioso allignano specie alofite, resistenti alla salsedine, come il finocchio di mare (Crithmum maritimum) e diverse specie di Limonium, tra cui il raro endemismo Limonium panormitanum ed il più comune Limonium bocconei. Nei mesi di aprile e maggio la fascia litoranea si colora per la fioritura del papavero giallo (Glaucium flavum).
Il versante meridionale del promontorio è costituito da un arido pendio roccioso ricoperto da prateria mediterranea ad ampelodesma, con esemplari arborescenti di Opuntia ficus-indica e sporadici arbusti di euforbia (Euphorbia dendroides), ginestra spinosa (Calicotome spinosa) e camedrio (Teucrium chamaedrys).
Il versante settentrionale ospita una vegetazione cespugliosa di gariga (Calicotome spinosa, Teucrium fruticans) ed elementi della macchia mediterranea quali la palma nana (Chamaerops humilis), l'euforbia (Euphorbia dendroides), il lentisco (Pistacia lentiscus), il cappero (Capparis spinosa), l'erica (Erica multiflora), differenti specie di Cistus, il mirto (Myrtus communis), il timo (Thymus capitatus), il sommacco siciliano (Rhus coriaria), l'asparago spinoso (Asparagus acutifolius), l'alaterno (Rhamnus alaternus), l'orniello (Fraxinus ornus), l'olivastro (Olea europaea var. sylvestris) e la ruta d'Aleppo (Ruta chalepensis). In aree ristrette sopravvivono inoltre lembi di lecceta, vestigia dell'antica foresta mediterranea sempreverde che un tempo dominava quest'area.
Sulle pareti a strapiombo si trovano alcuni endemismi come la Centaurea ucriae, la Glandora rosmarinifolia, la Genista gasparrini ed il Delphinium emarginatum. Da segnalare poi alcuni rari endemismi puntiformi quali la camomilla del Monte Gallo Anthemis ismelia, lo sparviere del Monte Gallo Hieracium lucidum e l'orchidea Ophrys sphegodes subsp.…
Tra i mammiferi presenti nella riserva vanno citati la volpe, il coniglio selvatico e l'endemico toporagno siciliano (Crocidura sicula), oltre al topo domestico ed al topolino selvatico.
Numerose le specie di uccelli presenti: passero solitario (Monticola solitarius), fringuello, verzellino, pettirosso, cincia, merlo, occhiocotto, colombaccio, luì piccolo. Numerosi rapaci stanziali tra cui il falco pellegrino (Falco peregrinus), la poiana, il gheppio e l'allocco, + il falco pecchiaiolo (migratore). Altri migratori: cicogna bianca, gruccione, cuculo.
Tra i rettili oltre alla Lucertola campestre ed alla Lucertola siciliana sono presenti il ramarro (Lacerta bilineata), il gongilo (Chalcides ocellatus), comunemente denominato "tiro", ed il biacco (Coluber viridiflavus).
Nei vecchi abbeveratoi presenti nella riserva si possono trovare alcune specie di anfibi tra cui il rospo smeraldino siciliano (Bufotes boulengeri siculus), simbolo della Riserva.
Nelle acque delle pozze stagionali è possibile osservare anche dei piccoli crostacei anostraci (Branchipus schaefferi e Chirocephalus diaphanus), veri e propri "fossili viventi".
La linea di costa infine è caratterizzata dalla presenza del trottoir a vermeti, una biostruttura tipica del Mar Mediterraneo, costituita dai gusci calcarei di molluschi della famiglia dei Vermetidi.
I punti di accesso sono tre:
accesso orientale: dalla Torre di Mondello è possibile accedere alla riserva lungo un sentiero costiero che arriva al faro di Capo Gallo. Si tratta di un ingresso a pagamento, poiché la proprietà di tale sentiero è reclamata da un privato, nonostante le lamentele della cittadinanza, delle associazioni ambientaliste e le diverse cause intentate dall'amministrazione. Nonostante l'espropriazione del varco sia in progetto da anni, l'attuale amministrazione non sembra intenzionata a proseguire in tal senso.
accesso occidentale: da contrada Barcarello di Sferracavallo un breve sentiero conduce sino ad un'area attrezzata
accesso meridionale: attraverso una strada comunale che inizia alle spalle di Partanna-Mondello e costeggia Pizzo Sella è possibile arrivare sino a quota 527 m s.l.m. al cosiddetto Semaforo, postazione militare di avvistamento.
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