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L'Antichissima Regia ed Insigne Basilica Collegiata di Maria Santissima dell'Elemosina, meglio conosciuta come Basilica della Collegiata, è una chiesa tardo-barocca di Catania, posta lungo il lato ovest della via Etnea, nell'omonimo quartiere Basilica Collegiata: essa è situata poco più a nord del Palazzo dell'Università, il quale si affaccia sulla piazza omonima.
La fondazione
La chiesa sorge su un antico tempio pagano dedicato a Proserpina. Nei primi secoli cristiani si costruì nel sito una piccola chiesa dedicata alla Vergine Maria che in epoca bizantina era dedicata al culto della Madonna dell'Elemosina.
La Leggenda tramanda che da principio una immagine di Madonna situata in un angolo di strada era esposta alla pubblica venerazione. Taluni spinti da pietoso fervore, volendo situare la sacra immagine in un luogo più degno, le alzarono per mezzo di questuazione una chiesetta che poco a poco ingrandita occuperà il primo rango dopo la Cattedrale.
Nel 1198 il tempio fu teatro della congiura denominata della Domenica delle Palme, cospirazione volta contro il vescovo Ruggero.
La Regia Cappella e la contesa con la Cattedrale
Nel periodo in cui Catania fu sede della corte reale siciliana, i re di Sicilia dimoravano al Castello Ursino e avevano eletto a loro cappella privata la chiesa in questione; conferendole nel 1396 tutti i privilegi, i diritti e le onorificenze della Cappella Palatina di Palermo; la chiesa assumeva quindi il titolo di "Regia Cappella" che ancora oggi, in forma epigrafica, torreggia nel prospetto della chiesa.
Con bolla del 1446, Eugenio IV, accogliendo le sollecitazioni di re Alfonso I, le riconosce il ruolo di chiesa parrocchiale, e la erige in Collegiata con capitolo composto da un preposto, diciotto canonici, quattro dignità e venti mansionari. Seguono, infatti, a breve scadenza ulteriori provvedimenti in forza dei quali laute prebende vengono assegnate alla Regia Cappella che viene parimenti «decorata al maggiore incremento del culto del titolo, e delle insegne capitolari» con bolla del 13 luglio 1448 di Niccolò V.
Il Re la fa eseguire dai suoi ufficiali, immettendo d'imperio i canonici della Collegiata nel…
Il progetto è attribuito ad Angelo Italia (1628–1700), che ribaltò l'orientamento del nuovo edificio rispetto al precedente distrutto dal terremoto, in modo da farlo prospettare sulla Strada della Luminaria (chiamata poi via Uzeda ed ora via Etnea), prevista dal piano di ricostruzione.
La facciata, progettata dall'architetto polacco Stefano Ittar (1724–1790), è un magistrale esempio di tardo barocco internazionale.
Il resoconto di una visita di ricognizione documenta che nel tempio vi erano cinque cappelle con cinque quadri: uno raffigurante Santa Maria della Grazia, la Madonna della Presentazione ovvero la Candelora, Sant'Apollinare, Sant'Agata una volta Madonna Santissima delle Grazie ovvero San Leonardo, la Madonna Santissima dello Spasimo e degli Agonizzanti, quest'ultimo dipinto posto sull'altare maggiore.
Ha il prospetto di pietra calcare a due ordini. L'interno a tre navi. Il pavimento, gli altari, e le cancellate sono di marmo. Possono ammirarsi la macchina dell'abside minore a sud sostenuta da quattro colonne di verde antico, il quadro di Sant'Apollonia del Sozzi, la statua della Concezione ed il Crocifisso di marmo di buono scarpello.
Esterno
La facciata, di pietra calcare tramezzata con pietra giurgiulena a due ordini corinzio e composito, è su due ordini e nel primo ordine ha sei colonne in pietra calcarea, sormontate da una balaustra. Nel secondo ordine ai lati delle grandi volute a ricciolo di raccordo sono collocate le statue raffiguranti Sant'Agata e Santa Apollonia. La loggia centrale è delimitata da grandi nicchie ospitanti le statue di San Pietro e San Paolo.
La calotta della loggia è sormontata da balaustra e da una cella campanaria centrale decorata da aquila con stemma coronato, angeli musici, putti osannanti, sfere. Chiude la prospettiva una…
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chiesa del Santissimo Sacramento al Duomo
Badia Piccola del Monastero di San Benedetto (Badia Piccola)N'orariu sbagghiatu, na strata chiusa, na storia ca vali la pena di cuntari: scrìvilu ccà. Na pirsuna lu leggi prima ca cancia quarcosa nta la pàggina.
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