Der Monte Pellegrino („Pilgerberg'“) ist ein Berg an der Nordküste Siziliens. Er liegt etwa vier Kilometer nördlich des Stadtzentrums von Palermo. Die maximale Höhe des Kalkberges beträgt 606 Meter.
L'origine etimologica è stata oggetto di numerose indagini, tra cui si ricordano quelle riportate nelle Memorie storiche (1750) del Marchese di Villabianca, nel Lexicon topografico Siculum (1757) dello storico Vito Amico e nella Topografica di Palermo (1818) dell'Abate Scinà. Gli studiosi concordano nell'identificare il monte Heirkte (Εἱρκτή), descritto da Polibio durante la narrazione delle guerre puniche, con il Monte Pellegrino:
Epierkta, in lingua greca, significa "sul castello, luogo chiuso o munito, dal quale si possono tenere lontani i nemici" (Cluverio). I greci lo chiamarono Heirkte per via delle pareti rocciose particolarmente ripide. Ai romani, giunti successivamente a Palermo, questo monte fu avverso e inaccessibile: il nome fu così convertito da Heirkte a Peregrinus, ovvero straniero ("peregrinus", nel latino classico, indicava lo straniero): la permanenza dei cartaginesi sul monte, infatti, si protrasse per ben tre anni, senza che le truppe romane riuscissero ad avere la meglio.
Muhammad al-Idrisi, che descrisse l'Italia nel Libro del re Ruggero (1154), evidenzia:
La parola Bulqrin risulta essere l'alterazione di Peregrinus nella quale, come era consuetudine araba, alla "P" veniva sostituita la "B" e alla "G" la "Q".
Il Monte Pellegrino è un gruppo montuoso isolato, proteso sul mar Tirreno meridionale, che domina da settentrione il golfo di Palermo e chiude a sud il golfo di Mondello. Con un'altezza di 606 m s.l.m. appare visibile da qualsiasi punto della piana su cui sorge la città, risultandone per tale motivo uno dei simboli più raffigurati. Per la maggior parte del suo perimetro è delimitato da ripide pareti rocciose, che assumono la massima altezza sul versante prospiciente il mare e che risultano costellate da grotte e fratture, alcune delle quali utilizzate dall'uomo come riparo naturale già in epoca preistorica. Le grotte a prevalente sviluppo orizzontale hanno in genere ingressi da zero a cento metri di quota e la loro origine ed evoluzione è legata all'azione carsica e alle variazioni relative del livello del mare, mentre le grotte a prevalente sviluppo verticale si aprono sull’altopiano e hanno origine tettonica, disposte lungo grandi faglie o spaccature della massa rocciosa provocate dai movimenti crostali.
Nel Catasto Speleologico Italiano della Provincia di Palermo sono state censite 134 tra grotte, groticcine, zubbie e abissi.
Presenta un assetto geomorfologico irregolare e un'orografia estremamente movimentata, ricca di pianori praticabili caratterizzati da fenomeni di carsismo, per cui le acque non scorrono in superficie ma filtrano in numerosissimi anfratti per poi riapparire come sorgenti. Le poche incisioni vallive sono ripide e strette, chiuse ai lati da pareti molto acclivi e rupi. Prima della realizzazione delle due strade rotabili - via Bonanno e via Ercta, edificate rispettivamente nel 1924 e nel 1952 - che sono state aperte incidendo le pareti rocciose meno scoscese, la salita verso la vetta era possibile dalla Valle del Porco, utilizzata presumibilmente…
La vita umana ha interessato il Monte Pellegrino fin dal Paleolitico superiore, quando le caverne del promontorio vennero colonizzate dalle prime tribù preistoriche ad affacciarsi sulla Conca d'Oro: alcune cavità vennero utilizzate come rifugio, mentre altre, come suggerito dalle incisioni rupestri e dalle inumazioni ritrovate al loro interno, funsero da luogo di sepoltura e di sacrificio sciamanico.
Durante i secoli di dominazione fenicia, il monte venne utilizzato per venerare Tanit, la dea della fertilità. I resti dell'edicola dedicata a tale culto si trovano in una grotta attraversata da una falda acquifera, scelta con molta probabilità in ragione del carattere sacro attribuito dai pagani al simbolo dell'acqua: la stessa grotta verrà utilizzata per funzioni religiose anche dai bizantini, per poi divenire il principale luogo di culto legato alla santa patrona della città.
Con lo scoppiare della prima guerra punica, sotto l'egemonia di Cartagine, le proprietà fisiche del massiccio carbonatico vennero sfruttate sul piano strategico-militare dal generale Amilcare Barca, che nel 247 a.C. sbarcò nella costa settentrionale della Sicilia - nel golfo di Mondello secondo la tesi più accreditata, sebbene alcuni ricercatori ipotizzino che il punto di arrivo coincida con l'odierna Acquasanta - per conquistare quello che lo storico Polibio menziona con il nome di Ercte o Eircte, attribuito dai greci all'attuale Monte Pellegrino e riferito proprio alle pareti rocciose particolarmente ripide, che lo resero una fortezza naturale per l'accampamento cartaginese: la mole calcarea del promontorio, la sua scarsa accessibilità e la presenza di numerosi antri da cui poter tendere delle imboscate, permisero alle truppe di Amilcare di resistere per tre anni ai romani che occupavano…
Riserva naturale orientata Monte Pellegrino
Istituita nel 1996, la riserva naturale orientata Monte Pellegrino è un'area naturale protetta.
Grotta dell'Addaura
La grotta dell'Addaura è un complesso di cavità naturali in cui furono ritrovati reperti del paleolitico e del mesolitico: ossa umane, strumenti per la caccia e incisioni rupestri.
Santuario di Santa Rosalia
Il santuario si trova in un anfratto di roccia quasi alla sommità del monte Pellegrino.
Percorsi turistici
Gli accessi pedonali più utilizzati per raggiungere il piano sommitale di Monte Pellegrino sono tre.
Due di essi partono dal parco della Favorita: il sentiero della Rufuliata e quello della Valle del Porco.
Più a sud, da piazza Generale Cascino, parte invece il terzo percorso, la Scala Vecchia.
Il monte Pellegrino è una delle tappe dell'Itinerarium Rosaliae, percorso turistico, religioso e naturalistico di oltre 180 km che si estende tra sette riserve naturali tra l'agrigentino e il palermitano, percorribile a piedi, in bicicletta o a cavallo.
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