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Kaukana

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Kaukana
Foto: Wikimedia Commons · CC BY-SA

Kaukana è una località marinara del comune di Santa Croce Camerina nel libero consorzio comunale di Ragusa, sulla costa meridionale della Sicilia, sorta nei pressi di Kaucana, un'antica città portuale del periodo tardo antico e bizantino in Sicilia.

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Storia

La città antica, nota per i suoi scavi archeologici, si trova a poche centinaia di metri da Punta Secca, a pochi chilometri da Marina di Ragusa.
L'area archeologica di Kaukana comprende un insediamento di epoca tardo antica costituito da poco meno di trenta edifici. Essi sono dislocati lungo un basso crinale costiero che si estende per circa 700 m in senso est-ovest, separando la spiaggia dall'entroterra, nel tratto immediatamente a est dell'attuale Punta Secca. Il nucleo principale dell'area archeologica è incluso nel parco, mentre altri edifici si trovano isolati tra le abitazioni di villeggiatura o compresi tra il lungomare e la spiaggia.
Il nome tradizionale della contrada è “Anticaglie”, significativo riferimento alla consapevolezza, sin dai tempi più remoti, della presenza di resti archeologici nell'area. Le prime notizie del sito risalgono alla metà del XVI secolo, quando il frate domenicano Tommaso Fazello, considerato il padre della storia e dell'archeologia siciliana, lo citò nella sua opera più importante, il De rebus siculis, pubblicato nel 1558. Già in questa prima citazione, il Fazello propose di identificare il sito con l'antico porto di Kaukana citato dalle fonti antiche. Tra gli illustri visitatori del sito, vi furono anche il principe Ignazio Paternò Castello nel Settecento e il famoso archeologo A. Evans alla fine dell'Ottocento. L'identificazione con Caucana fu successivamente accettata da altri illustri studiosi come Julius Schubring, nella seconda metà dell'Ottocento, e inoltre Paolo Orsi e Biagio Pace. Paolo Orsi, in particolare, da Soprintendente alle antichità di Siracusa, effettuò diversi sopralluoghi nell'area tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento e la sottopose a vincolo di legge, senza tuttavia mai intraprendere scavi…

Il contesto storico e geografico

Una delle ragioni di maggior interesse del sito di Kaukana è il fatto che esso costituisce uno degli esempi meglio conservati di insediamento tardo-antico della Sicilia. Lo stato di conservazione delle strutture di Anticaglie, che sono spesso conservate per oltre due metri di altezza e fino al livello del secondo piano si deve sia alle particolari condizioni ambientali, visto che le strutture sono rimaste per secoli coperte da dune sabbiose, che hanno preservato gli edifici, sia al fatto che l'area non è stata più occupata dall'uomo fino alla metà del XX secolo.
Per periodo tardo-antico si intende l'ultima fase dell'antichità, ovvero i secoli IV e V d.C., in particolare l'arco di tempo compreso tra l'editto di Costantino (conversione dell'Impero romano al cristianesimo, 313 d.C.) e la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476. Fu un periodo caratterizzato da un lato dalla diffusione del cristianesimo, con la fioritura dell'arte cosiddetta "paleocristiana", dall'altro dalla fine del mondo antico, con il dilagare delle invasioni germaniche che determinarono la scomparsa dell'Impero romano d'Occidente e il sopravvivere dell'Impero d'Oriente, d'ora innanzi chiamato “bizantino”.
In particolare nel IV secolo, si osserva in Sicilia una grande fioritura di siti archeologici, sia nelle città sia nella campagna, in particolare sotto forma di grandi ville signorili (come quella di Piazza Armerina) e di ipogei sotterranei (le cosiddette catacombe, molto diffuse nell'area iblea). Questa fioritura demografica fu conseguenza della ricchezza economica derivante dai nuovi traffici commerciali che, passando per la Sicilia, collegavano l'Italia e Roma con il Nordafrica, dopo che gli alimenti prodotti in Egitto, in particolare il grano, erano stati dirottati da Costantino verso la…

L'insediamento

Una delle caratteristiche più singolari dell'insediamento di Kaukana è la disposizione disordinata degli edifici, l'assenza di un sistema di fortificazioni e la mancanza di aree di necropoli. Queste ultime potrebbero essere ancora da scoprire, mentre i primi due elementi si devono ritenere senz'altro assenti già in antico. I vari quartieri sembrano essersi formati separatamente e progressivamente. Vi è tuttavia una maggiore concentrazione di edifici intorno alla chiesa (n. 18). Ciò si spiega con l'uso tipico dei piccoli insediamenti tardo-antichi dell'area iblea, come quello recentemente identificato in contrada Pianicella, nei pressi di Ragusa, che presenta un'organizzazione analoga. La mancanza di fortificazioni a Kaukana è tanto più sorprendente se si considera la disposizione costiera dell'insediamento e il periodo particolarmente instabile dal punto di vista militare nel quale fiorì.
Nonostante l'impianto disorganico, si può tuttavia riconoscere un nucleo principale dell'area occupata, costituito dallo spazio antistante l'edificio più importante del villaggio, ovvero la basilica n. 18. Dinnanzi a essa si apre un ampio spazio attorno al quale si dispongono due degli edifici più grandi dell'insediamento, ovvero il n. 19 e il n. 17.
In generale possiamo distinguere gli edifici che ricorrono nell'insediamento di Kaukana in tre categorie principali: la basilica, un gruppo di edifici più grandi e a pianta complessa e un secondo con edifici più piccoli e a pianta più semplice.
La tecnica edilizia è in genere la stessa per tutti gli edifici. Si osservano due tecniche murarie principali:
1) il doppio paramento, che si basa sull'accostare pietrame irregolare, ponendo i blocchi più grandi all'esterno e legando il tutto con malta;
2) la tecnica a ortòstati, utilizzata per…

La chiesa

La basilica fu scoperta nel 1961 al centro del quartiere di Anticaglia. Ha tutte le caratteristiche della basilica tardo-antica ed è l'edificio sacro dove si raccoglieva la comunità.

Il complesso è costituito da un'aula basilicale a tre navate, con abside verso est e presenta un esonartece (luogo dove si riuniscono coloro che non possono accedere alle funzioni perché non ancora battezzati) prima dell'ingresso. Esso ha ingresso a est e presenta una struttura particolare poiché ha dapprima una discesa e dopo un breve corridoio un'ascesa tramite degli scalini di pietra monolitici; è possibile che il nartece fosse utilizzato anche in sostituzione del battistero per svolgere le abluzioni che servivano ai fedeli per diventare neofiti (coloro che accedono al cristianesimo da adulto tramite il battesimo). Nel nartece e nella navata di sinistra si sono riscontrate delle sepolture, nove fosse e due sarcofagi. Le sepolture del nartece presentano un'iscrizione e un disegno con fiori e croci a bracci patenti, entrambi realizzati con tessere di mosaico. Probabilmente questa sepolture appartenevano a personaggi dell'entourage religioso.
L'aula centrale è di forma rettangolare a tre navate con abside semicircolare. La suddivisione tra la navata centrale e le corrispondenti laterali è realizzata con un sistema di due arconi compresi tra pilastri di pietra che si allungano, rispettivamente, dalla fine dell'abside e dai lati dell'ingresso.

Grazie a recenti scavi, è ora venuto alla luce integralmente un mosaico pavimentale vivacemente colorato con motivi animali. La gamma di colori adoperati è bianco, rosso, nero, rosso mattone e grigio verde. Il tappeto musivo è stato gravemente danneggiato da atti vandalici ed è oggi appena leggibile. Era caratterizzato da riquadri ottagonali…

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Fotos
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