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La Riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari è un'area naturale protetta sita all'interno del libero consorzio comunale di Siracusa, precisamente tra Noto e Marzamemi. Particolarmente importante per la presenza di pantani che fungono da luogo di sosta nella migrazione degli uccelli. Prevista da una legge della Regione Siciliana del 1981, la riserva è stata ufficialmente istituita con D.A. del 14 marzo 1984, ed è stata resa effettivamente fruibile nel 1989. È gestita dal Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e territoriale già Azienda Foreste Demaniali della regione Siciliana.
All'interno della Riserva la storia umana mostra una lunga permanenza. Vi sono diversi insediamenti archeologici e architettonici che testimoniano la vita dell'uomo in questi luoghi sin dall'epoca greca. È possibile trovare infatti le tracce di vasche-deposito di un antico stabilimento per la lavorazione del pesce di età ellenistica, accanto alle quali si è scoperta anche una piccola necropoli.
In epoca bizantina (sino al VI secolo d.C.) l'area venne abitata a sud con la presenza di una chiesa diverse catacombe e abitazioni. La pericolosità delle coste indusse gli abitanti all'abbandono del sito per le aree interne come Pantalica.
La Torre Sveva, costruita probabilmente da Pietro d'Aragona, conte di Alburquerque e duca di Noto (1406-1438), nonché fratello di Alfonso V d'Aragona, re di Spagna e Sicilia (1416-1458) testimonia l'interesse strategico dell'area per la difesa della costa. Poco lontano vi è la tonnara di Vendicari, un edificio in disfacimento che conserva ancora in buone condizioni la ciminiera, oltre a vari stabilimenti e alle case dei pescatori: la tonnara fu costruita nel Settecento: nel periodo di massima espansione ebbe 40 dipendenti, tra cui due rais (il primo di Avola e il suo vice di Pachino). Smise la sua attività nel 1943.
Le saline di Vendicari ebbero importanza economica per lungo tempo, certamente a supporto della tonnara per la conservazione del pesce. I primi impianti risalgono al XV secolo e, a tutt'oggi, ne restano vestigia sul Pantano Grande.
La Riserva di Vendicari si estende per circa 1512 ettari, di cui 575 in zona A e 937 in zona B (la cosiddetta preriserva), a sua volta divisa in zona B1, dedicata all'agricoltura (agrumeti, uliveti, vigneti e orti riparati da tomboli di sabbia o roccia) per 701 ettari, e B2, dedicata, per la restante parte, a strutture per il turismo e lo sport. Si trova in una stretta fascia costiera acquitrinosa, di fondamentale importanza per le specie di uccelli migratori. Infatti la presenza dei vasti pantani dall'elevata salinità ha contribuito alla creazione di un ecosistema che è punto di riferimento per gli uccelli che, provenienti dall'Africa (distante 350 km circa in linea d'aria), sostano qui numerosi prima di raggiungere le mete migratorie in tutta Europa. In effetti, l'area della riserva si trova ad una latitudine inferiore a quella di Tunisi.
La riserva è una zona umida costiera di alto valore biologico per la presenza di biotopi differenti: costa rocciosa, costa sabbiosa, macchia mediterranea, pantani (salmastri e d'acqua dolce), saline, garighe e aree coltivate.
I pantani Piccolo, Grande, Roveto e i due minori (Sichilli e Scirbia, collegati al solo Roveto) sono separati l'uno dall'altro solo da poche decine di metri: essi rappresentano il fulcro della riserva. Tra i tre, solo il Pantano Piccolo non si prosciuga mai, neppure nei periodi di siccità, e ciò grazie alla presenza di sorgenti di acqua salmastra. Pantano Roveto è, invece, il più esteso (1,24 km²) e la foce che lo collega al mare è solitamente interrata. La profondità media dei tre pantani principali è di 30-40 cm, mentre la massima è di 1-2 m.
Quattro sono gli accessi alla riserva: uno in zona Eloro (il più a nord), uno in zona Calamosche, l'ingresso principale all'altezza della Torre Sveva e, infine, quello…
Le caratteristiche dell'ecosistema della riserva di Vendicari hanno favorito una molteplice vegetazione.
Vendicari, in quanto "zona umida costiera", è ricca di acque, ma ad alto tenore di salinità. Pertanto nei suoi ecosistemi possono vivere solo quegli organismi vegetali e animali in grado di adattarsi a tale ambiente.
Le piante alofite (che si adattano, cioè, a terreni ad alta concentrazione di sale) si sono sviluppate in modo da eliminare i sali in eccesso, le succulente accumulano nei tessuti riserve d'acqua dolce; altre piante come il ginepro, le tamerici e le salicornie con la riduzione delle superfici fogliari minimizzano la traspirazione e la perdita d'acqua.
La fascia costiera di Vendicari è un continuo alternarsi di tratti sabbiosi e tratti rocciosi. Di conseguenza, la vegetazione presenta una corrispondente alternanza tra associazioni di piante rupicole ed associazioni di piante psammofile (amanti della sabbia).
Vegetazione dei tratti rocciosi
Nei tratti rocciosi (come quello di Capo Cittadella, a sud della riserva), procedendo dal mare verso l'interno, riscontriamo le seguenti stratificazioni di specie:
Fascia alofilo-rupestre (Classe Crithmo-Limonietea; Associazione Limonietum syracusani; dai 2 ai 10 m di ampiezza):
finocchio di mare (Crithmum maritimum)
cicoria spinosa (Cichorium spinosum), nella sua unica stazione italiana
Limonium syracusanum
Limonium virgatum (o oleifolium)
Stretta fascia a gariga:
cespugli di timo (Thymus capitatus)
spinaporci (Sarcopoterium spinosum)
palma nana (Chamaerops humilis)
spazzaforno (Thymelaea hirsuta)
camedrio femmina (Teucrium fruticans)
giaggiolo bulboso (Iris planifolia)
Prasium majus
molte specie di orchidee
Fascia cespugliosa:
mandragora (Mandragora autumnalis)
Stretta fascia di gariga, a macchia mediterranea…
Numerose sono le specie di uccelli che sostano a Vendicari: i trampolieri, gli aironi cinerini, le cicogne, i fenicotteri e, inoltre, il germano reale, i gabbiani, i cormorani e il cavaliere d'Italia che sosta qui nel suo viaggio dal deserto del Sahara ai luoghi di nidificazione nel nord Europa. Varie anche le aree di provenienza di questi volatili:
Russia: anatre, vari limicoli
Polonia, Ungheria: gabbiani comuni
Francia: fenicotteri
Svezia, Finlandia: sterne maggiori
Ungheria, ex-Jugoslavia: spatole, aironi
Il mese di dicembre è il migliore per l'osservazione degli uccelli (birdwatching)
Oltre agli uccelli, a Vendicari sono presenti anfibi come il rospo smeraldino (Bufotes boulengeri siculus), alofilo e molto più raro del rospo comune (Bufo bufo); tra i rettili è facile incontrare il biacco (Hierophis viridiflavus), un serpente di medie dimensioni, il colubro leopardino (Elaphe situla) e la tartaruga palustre siciliana (Emys trinacris).
Tra i mammiferi presenti si ricordano la volpe, il riccio, l'istrice e il coniglio selvatico.
Tra le specie della ricca entomofauna va segnalata la presenza di due cicindele: Lophyra flexuosa circumflexa e Calomera littoralis nemoralis; questi piccoli coleotteri, in quanto carnivori predatori situati al vertice delle catene alimentari delle comunità di microinvertebrati, dimostrano, già con la loro stessa presenza, la qualità e l'integrità dell'ambiente.
Nel 2018 anche a Vendicari dopo la riserva delle Saline di Priolo sono tornati a nidificare i fenicotteri.
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