Trinaka Etna · Sicilia

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Natura UNESCOVulcanicoMare
Etna
Foto: Wikimedia Commons · CC BY-SA

L'Etna o Mongibello è uno stratovulcano della Sicilia originatosi nel Quaternario, ed è il più alto vulcano attivo della placca euroasiatica. Le sue frequenti eruzioni nel corso del tempo hanno modificato, a volte anche profondamente, il paesaggio circostante e in tante occasioni hanno costituito una minaccia per gli insediamenti abitativi nati nel tempo alle sue pendici. Il 21 giugno 2013, la XXXVII sessione del Comitato UNESCO ha inserito l'Etna nell'elenco dei beni costituenti il Patrimonio dell'umanità.

Approfondimento
Geografia fisica

L'Etna sorge sulla costa orientale della Sicilia, a sud-ovest dei Monti Peloritani e a sud-est dei Monti Nebrodi (Appennino siculo), entro il territorio della città metropolitana di Catania ed è attraversato dal 15º meridiano est, che da esso prende il nome. Con un diametro di oltre 40 chilometri e un perimetro di base di circa 135 km, occupa una superficie di 1265 km². La regione etnea, delimitata dal corso dell'Alcantara e da quello del Simeto, ha un perimetro di 212 km e una superficie di 1570 km².

Il vulcano è classificato tra quelli definiti a scudo a cui è sovrapposto uno stratovulcano, l'edificio attuale (eruzioni degli ultimi 15 000 anni). La sua altezza varia nel tempo a causa delle sue eruzioni che ne determinano l'innalzamento o l'abbassamento. Nel 1900 la sua altezza raggiungeva i 3274 m e nel 1950 i 3326 m; nel 1978 era stata raggiunta la quota di 3345 m e nel 1981 quella di 3350 m al Cratere di Nord-Est. Dalla metà degli anni 1980 l'altezza è progressivamente diminuita: 3340 m nel 1986, 3329 m nel 1999. Nel luglio 2018 due squadre indipendenti con GPS ad altissima risoluzione, rivelarono che l'altezza dell'Etna era di 3326 m. Il 25 luglio 2021 fu misurata l'altezza di 3357 m al Cratere di Sud-Est. Dopo il parossismo del Cratere Centrale (Voragine) del 4 luglio 2024, quest'ultimo diventa la nuova cima del vulcano con quota stimata di 3369 m metri. I successivi parossismi che si sono protratti fino al 15 agosto 2024 hanno fatto innalzare la vetta del vulcano a 3403 m metri sul livello del mare, così come accertato dalle misurazioni dell'INGV (pubblicate nel Bollettino Settimanale Etna del 17 settembre 2024).
L'Etna ha una struttura piuttosto complessa a causa della formazione, nel tempo, di numerosi edifici vulcanici che tuttavia in molti casi sono in…

Storia

I primi riferimenti storici all'attività eruttiva dell'Etna si trovano negli scritti di Tucidide e Diodoro Siculo e del poeta Pindaro; altri riferimenti sono per lo più mitologici. Secondo Diodoro Siculo, circa 3 000 anni fa, in seguito a una fase di attività violentemente esplosive (probabilmente sub-pliniane) dell'Etna, gli abitanti del tempo, i Sicani, si spostarono verso le parti occidentali dell'isola.

I primi studiosi a intuire che il vulcano fosse in realtà costituito da un grande numero di strutture più piccole e variamente sovrapposte o affiancate furono Charles Lyell, Sartorius von Waltershausen e Carlo Gemmellaro; questi riconobbero nell'Etna almeno due principali coni eruttivi, il più recente Mongibello e il più antico Trifoglietto (nell'area della Valle del Bove).. Tale impostazione non venne rivista fino agli anni sessanta quando il belga J. Klerkx (sotto la guida di Alfred Rittmann) individuò nella predetta valle una successione di altri prodotti eruttivi precedenti al Mongibello. Studi successivi hanno rivelato una maggiore complessità della struttura che risulta costituita da numerosissimi centri eruttivi con caratteristiche tipologiche del tutto differenti.
L'attività maggioritaria in tempi storici è stata connessa a quella del sistema centrale, che in tempi più recenti ha interessato altre nuove bocche sommitali: il Cratere di Nord-Est, formatosi nel 1911, la Voragine nata all'interno del Cratere centrale nel 1945 e la Bocca Nuova originatasi sempre al suo interno, nel 1968.
Nel 1971 si è formato il nuovo Cratere di Sud-Est. Infine, nel 2007, è nato il Nuovo Cratere di Sud-Est che in seguito all'intensa e frequente attività stromboliana e alle fontane di lava, tra il 2011 e il 2013 ha assunto dimensioni imponenti raggiungendo l'altezza dei crateri…

Storia geologica

Genesi del vulcano

L'Etna si è formato nel corso delle ere con un processo di costruzione e distruzione incominciato intorno a 570 000 anni fa, nel periodo Quaternario, durante il Pleistocene medio. Al suo posto si ritiene vi fosse un ampio golfo nel punto di contatto tra la zolla euro-asiatica a nord e la zolla africana a sud, corrispondente alla catena dei monti Peloritani a settentrione e all'altopiano Ibleo a meridione. Fu proprio il colossale attrito tra le due zolle a dare origine alle prime eruzioni sottomarine di lava basaltica fluidissima con la nascita dei primi coni vulcanici, al centro del golfo primordiale detto pre-etneo, nel periodo del Pleistocene medio-superiore 700 000 anni fa.
Di tali attività restano gli splendidi affioramenti della Riviera dei Ciclopi con i loro prismi basaltici (l'isola Lachea e i faraglioni di Aci Trezza), le brecce vulcaniche vetrose (ialoclastiti) e le lave a pillow della rupe di Aci Castello, ma anche i basalti colonnari affioranti nel terrazzo fluviale del Simeto, esteso nei versanti sud occidentale e sud orientale da Adrano e Paternò fino alla costa Ionica. Il sollevamento tettonico dell'area, unitamente all'accumulo dei prodotti eruttivi, determinò l'emersione della regione e la formazione di un edificio vulcanico a scudo che è quello che costituisce il basamento dell'attuale.
Tra i 350 000 e i 200 000 anni fa, da un'attività di tipo fessurale, spesso anche subacquea, scaturirono lave estremamente fluide che diedero luogo alla formazione di bancate laviche tabulari di elevato spessore (fino a 50 m), i cui resti sono gli imponenti terrazzamenti visibili nell'area sud occidentale dell'edificio vulcanico a quote comprese fra i 300 e i 600 m s.l.m. Gli studi sulla composizione di queste lave hanno messo in evidenza che questi…

Attività vulcanica recente

L'Etna continua ad essere un vulcano attivo. Negli ultimi anni l'area sommitale dell'Etna è cambiata, si trasforma continuamente. Al 2024 presenta cinque crateri in attività (Cratere di Sud-est, Nuovo Cratere di Sud-est, Bocca Nuova, Voragine, Cratere di Nord-est). Il cratere considerato il ''più giovane'' è il Nuovo Cratere di Sud-Est (2007) che negli anni ha avuto parecchie eruzioni e parossismi con emissione di cenere vulcanica.
Nel corso dell'ultimo ventennio l'attività vulcanica non si è mai arrestata del tutto. Essa si è alternata tra episodi di attività stromboliana, brevi pause e violente fasi di degassamento ed emissione di cenere, ma con limitate fasi effusive, interessando i vari crateri. Le diverse fasi di alternanza tra i vari crateri hanno portato l'altezza del cratere Voragine a 3.403 m.
Dal 6 agosto 2026 l'attività del vulcano si è intensificata con successive fontane laviche e intense fasi di degassamento dal cratere Voragine nella notte tra 7 e 8 agosto e dal cratere di Nord-est. Nei giorni successivi di sono aperte ben quattro bocche, a quote decrescenti all'interno della Valle del Bove dalle quali è sgorgata una serie di colate laviche in sovrapposizione l'un l'altra e scese fino a circa 1.300 m s.l.m. Dopo una pausa e una scossa di terremoto che ha riattivato la faglia della Pernicana e una pausa di un giorno, il 16 agosto è ripresa l'attività di degassamento dal cratere di Nord-est e l'attività stromboliana dalla Voragine, mentre prosegue l'emissione lavica dalle bocche a 2750 e 1990 m.
La concomitanza con l'ondata di calore del periodo e la direzione costante dei venti per l'intero periodo ha convogliato le ceneri vulcaniche sulla citta e sull'aeroporto di Fontanarossa determinandone la chiusura per una settimana, fino al 15 agosto.

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Foto
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In breve

Costruzione-3000 ca.
Quota3357 m

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37.75103 N · 14.99403 E

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