La Basilica Cattedrale Protometropolitana di Santa Maria Assunta o Duomo di Messina è il duomo dell'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. Sorge nel centro storico di Messina, prospetta con la facciata e il campanile sull'ampia piazza del Duomo. Il campanile del duomo ospita l'orologio astronomico di Messina, il più grande e complesso del mondo.
Il Tempio è dedicato a Dio col titolo di Nostra Signora Assunta in Cielo altrimenti noto fino alla rivolta antispagnola (1678) come «Chiesa di Santa Maria la Nuova».
Periodo bizantino
Il tempio protometropolitano è edificato durante l'Impero di Giustiniano I, sotto il pontificato di Papa Bonifacio II per opera di Belisario nell'anno 530. Anno determinato dal rinvenimento di alcune monete d'oro sepolte alla base di una delle due torri del tempio. Esiodo all'inizio del VII secolo a.C. documenta il Tempio di Nettuno sulla «Riviera del Faro». Il riutilizzo del materiale di risulta e le colonne, trasferiti nell'attuale sito, costituirono le basi per l'edificazione del tempio cristiano.
Periodo islamico
Durante i due secoli dell'emirato islamico di Sicilia la costruzione è stata miseramente devastata, verosimilmente per essere trasformata in moschea, così come accade per la cattedrale metropolitana della Santa Vergine Maria Assunta di Palermo.
La recrudescenza dei ripetuti assalti saraceni, le restrizioni culminate nelle limitazioni delle forme di culto cristiano, imposero alla stessa stregua della corte vescovile palermitana rifugiatasi a Monreale, il trasferimento della sede vescovile messinese che si insediò presso l'interna diocesi di Troina. Il contesto storico vede il Val Demone già privato in epoca bizantina delle diocesi soppresse di Mylae e Tyndaris; Hyccara, Thermae, Tauromenion e Leontinoi, soppresse dai vari Emiri islamici e non più ripristinate, dopo la conquista normanna, sotto re Ruggero II e i suoi successori.
Un'ampia porzione di territorio costituito dal litorale settentrionale dell'isola rimase soggetto alla sola sede di Panormus temporaneamente trasferita presso l'Aghia Kiriaki di Monreale. Le diocesi di Cephaloedium e Lipari sono soppresse per poi…
Facciata
La cattedrale Romanica ha una facciata della cattedrale è presentata con una successione di spioventi, posti a differenti altezze, detta facciata a salienti, sormontata da una merlatura. La parte inferiore è decorata a liste orizzontali di marmi policromi a tarsie, mentre la parte superiore è tutta in pietra, con tre monofore gotiche e un rosone, arricchiti da eleganti transenne. In corrispondenza delle tre navate si aprono altrettanti portali gotici, le cui primitive porte disegnate e scolpite da Polidoro Caldara da Caravaggio. Il portale centrale del 1412 c. opera di Antonio Baboccio da Piperno è caratterizzato da una solida ed armonica impostazione di eleganti colonnine tortili con intrecci di motivi ornamentali e figure di santi, con ai due lati serie di edicole sovrapposte con statue di santi. Nell'architrave Cristo tra i quattro Evangelisti. Nella lunetta ogivale affrescata da Letterio Subba nel 1840 è posta una statua della Vergine col Bambino di Giovan Battista Mazzolo del 1534, sormontata dalla ricca cuspide decorata da un medaglione raffigurante l'Incoronazione della Vergine, opera di Pietro de Bonitate del 1468. Ai lati della lunetta sono collocate le statuette raffiguranti San Pietro e San Paolo apostoli, anch'esse opere del Mazzolo, nell'ordine superiore è presente l'Annunciazione distinta nell'Angelo Annunciante a sinistra e la Vergine Annunciata a destra. I pinnacoli si chiudono con una coppia di angeli, sul vertice al centro domina la figura di Dio Padre Onnipotente in atto benedicente. Le lunette dei portali laterali, invece, raffigurano san Placido e la Vergine Maria. I fianchi della cattedrale sono scanditi da una doppia fila di finestre a conci bicromi, mentre la merlatura e la leggera cornice, sostenuta da mensolette, conferiscono ritmo e…
Nella primitiva sacrestia sono documentati i dipinti raffiguranti l'Assunta di Salvo d'Antonio, le Nozze di Cana, la Parabola del Vangelo, gli Angeli visitano Lot di Alonso Rodriguez, i Re Magi, un bassorilievo marmoreo del 1544.
Canonica con quadri di Alonzo Rodriguez, Giovanni Quagliata, Antonino Catalano il giovane, dittico fiammingo, Presentazione al Tempio di Girolamo Alibrandi. Assunta, dipinto documentato, opera di Salvo d'Antonio.
Porta di San Placido, varco d'accesso alla sacrestia, manufatto marmoreo con altorilievi, timpano, stele intermedia, busto, recante in chiave di volta il motto di San Placido.
Una grande meridiana costruita da Antonio Maria Jaci sul pavimento della cattedrale di Messina nel 1802 segnalante con assoluta precisione mesi e giorni, ore e minuti, segni zodiacali, movimenti solari, solstizi ed equinozi, il tutto intagliato in marmi policromi. L'installazione rimane danneggiata dal terremoto di Messina del 1908, in seguito restaurata e distrutta dal bombardamento angloamericano nel giugno 1943 durante il secondo conflitto mondiale. L'attuale pavimento del duomo ha coperto tutto ma, il complesso meccanismo dell'orologio astronomico di Messina ubicato nel vicino campanile ha sostituito il tutto con tecnologie indipendenti dal contributo della luce solare.
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