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chiesa del Carmine

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chiesa del Carmine
Foto: Wikimedia Commons · CC BY-SA

Il Santuario della Madonna del Carmelo, più noto come Chiesa del Carmine, è un edificio di culto di Messina, sede del Carmelo Messinese, il primo fondato dai Carmelitani fuori dalla Palestina e dunque il più antico di tutto l'Occidente, presente in città sin dal '200.

Para saber más (it)
La storia dei Carmelitani a Messina

La presenza dei religiosi carmelitani in Europa è stata spesso oggetto di studio da parte dell'Ordine carmelitano. Dai documenti a noi giunti e dalla tradizione stessa dell'Ordine è ormai condivisa l'opinione che una volta partiti i carmelitani dalla Terra Santa a causa della persecuzione dei cristiani, ritornarono in Europa. Da questi studi Messina fu sempre considerata la "culla dell'Ordine". Guglielmo Sanvico, primo storico dei carmelitani, di origine inglese, così scrive: «I Carmelitani che primi vennero dalla Palestina a fondare conventi in Occidente furono siciliani e provenzali: quelli edificarono un convento nei sobborghi di Messina, questi fondarono un altro nei pressi di Marsiglia; l'emigrazione degli uni e degli altri avvenne nel 1238».
I religiosi si stabilirono a Messina per fondare un nuovo monastero e, essendo abituati alla quiete della vita eremitica e solitaria del Monte Carmelo, scelsero un luogo solitario in una amena collina, simile a quella della Palestina, che chiamarono Monte Carmelo, presso il torrente San Michele, a due miglia circa dalla città di Messina, dove costruirono una povera abitazione con la chiesa. Quel luogo, per la vita eremitica vissuta dai frati, fu in seguito comunemente chiamato «Ritiro», nome che poi prese tutta la contrada. La data del 1238, seppur assume valore di ufficialità dei carmelitani in Europa, non è storicamente corretta in quanto anche nei decenni precedenti risultano dei documenti che provano la loro presenza in Europa e in particolare a Messina. Così cita uno storico messinese del XVI Secolo, Placido Samperi: «Sembra però che molto prima di questo tempio questi religiosi abbiano abitato in Messina, come appare in un rescritto che ci conferma nel monastero di san Placido, dato nell'anno 1173 del mese di dicembre,…

La Chiesa del Carmine oggi

La chiesa attuale fu progettata dall'architetto Cesare Bazzani, autore di diverse opere monumentali in tutta Italia. Fu scelta la planimetria della croce greca; egli si ispirò all'architettura barocca, valorizzata da una bella sistemazione scenografica a contatto con il Palazzo di Giustizia e come fondale di una delle storiche e principali vie di Messina; si può ritenere che questo lavoro fu una delle più caratteristiche e meglio riuscite costruzioni post-terremoto. La chiesa a forma ottagonale, ha un unico vano centrale ed è coperta da una cupola affrescata all'interno dal messinese Adolfo Romano e rappresenta le litanie carmelitane. I lavori della nuova chiesa iniziarono nel 1926 e in tale occasione il generale dell'Ordine, P. Elia Magennis così scriveva: «Sorgerà dunque il bel tempio dedicato a Maria, e sarà una nuova gloria che verrà ad aggiungersi alle tante glorie carmelitane dei secoli passati. Cotesto cenobio del Carmine, infatti, che fu uno dei primi ad accogliere i Carmelitani emigrati dall'Oriente fu illustrato da religiosi cospicui per dottrina e per santità [...] Sarebbe nostro vivo desiderio che i lavori di costruzione del tempio cominciassero quest'anno in cui ricorre il centenario dell'approvazione della Regola carmelitana [...] Sorga dunque presto a Messina la nuova chiesa dove i figli del Carmelo esplicheranno il loro zelo: così l'erigendo tempio, oltre ad essere il Santuario della devozione a Maria, sarà altresì un bel ricordo del nostro centenario». Tra le opere d'arte che raccoglie è da annoverarsi il simulacro settecentesco della Madonna del Carmine con San Simone Stock e alcuni marmi intarsiati provenienti dalla precedente chiesa. Sugli archi esterni della sacrestia sono state poste due statue di marmo precedenti al terremoto di S. Alberto e S.…

Le cappelle della Chiesa

Sull'altare maggiore si trova la statua settecentesca che raffigura la Madonna del Carmelo, con Gesù Bambino in braccio, nell'atto di porgere il santo abitino a San Simone Stock. La statua si trovava nella chiesa omonima distrutta dal terremoto.

Cappella del S. Cuore: sorge nella crociera della chiesa a sinistra dell'altare maggiore. La nicchia racchiude la statua del S. Cuore.
Cappella del SS. Crocifisso: raffigura il monte Calvario, su cui sorge Gesù in croce in uno sfondo di nuvole cupe che alludono alle tenebre manifestatesi nell'ora della sua morte. Seduta ai piedi è la Madre Addolorata col petto trafitto da una spada.
Cappella della Madonna di Lourdes: si trova procedendo da destra, accanto all'altare maggiore. In una grotta che pare ricordare quella francese, è la statua lignea della Madonna di Lourdes d'altezza naturale che proviene dall'antica chiesa-baracca (cioè quella che dopo il terremoto sorgeva nei pressi di Via La Farina). Ai suoi piedi vi è la piccola Bernadet.
Cappella di S. Anna: la statua lignea di S. Anna tiene un libro aperto col passo biblico “Rorate coeli desuper et nubes pluvant iustum” (Stillate rugiada, cieli, dall'alto e le nuvole piovano il Giusto).
Cappella di Sant’Alberto degli Abbati: la statua lignea del Santo, compatrono di Messina, ad altezza naturale, tiene in braccio il divin Pargolo sulla destra e col simbolico giglio ed un libro sulla sinistra: simboli del suo candore e scrupolosa osservanza della Regola. Poggia su una base di legno, sulla quale è un nastro svolazzante con la scritta “Gaude Messana Civitas”, che invita la città di Messina a godere nell'aver avuto un così prodigioso protettore. Dietro i piedi del Santo si scorgono la poppa e la prua dello storico “Vascelluzzo”, un vascello che ricorda la liberazione della città di…

L'organo

Fatto costruire dalla celebre ditta Tamburini di Crema e collaudato il 30 gennaio del 1954, l'organo rappresenta quanto di più pratico e perfezionato potesse offrire l'arte organaria del tempo. Presenta due manuali di 61 tasti, una pregevole consolle, oltre la pedaliera concava a raggiera di 32 pedali con staffe, regolati tutti da venti registri, dei quali 17 meccanici reali. Ha un complesso di 1.400 canne che, collocate ai due lati della cantoria, formano un complesso artistico ricco di suoni e da cui risultano meravigliose capacità espressive. È, certamente, dopo quello della Cattedrale, tra i più completi e belli della città di Messina. È stato da poco soggetto ad un necessario restauro per preservarne il suono e le strutture.

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Fotos
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En pocas palabras

Construcción1931
ArquitectoCesare Bazzani
Estiloeclettismo

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38.18847 N · 15.55091 E

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