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La chiesa di San Nicola da Tolentino o chiesa di San Niccolò da Tolentino è un edificio di culto situato nel centro storico di Palermo. L'aggregato monumentale comprendente la chiesa e il convento agostiniano sorge lungo la via Maqueda tra la via dei Calderai e via Giardinaccio nel mandamento Tribunali o Kalsa.
L'iscrizione su una colonna della navata a destra recita:"Il Tabernacolo di Dio con gli uomini. Il restaurato edificio una volta fu mare, poi triste palude, quindi orto e tempietto; finalmente, con passar degli anni, da sinagoga divenne piccola cappella di Santa Maria del Popolo ... ".
Epoca normanno - aragonese
1094: è documentato un luogo di culto in epoca normanna presso il fiume Kemonia, verosimilmente una moschea in seguito convertita al culto ebraico. Durante la dominazione araba la zona è denominata harat al yahud ovvero quartiere dei giudei, la zona era «rigogliosa di grandi orti [...] piena di traffico [...] adorna di torri [...] di sinagoghe».
1492: il sovrano Ferdinando II d'Aragona decreta l'espulsione degli Ebrei dalla Sicilia. Il Viceré di Sicilia Ferdinando de Acuña cura la vendita dei terreni ove sorgeva la Sinagoga.
1507: è fondato il monastero di Santa Maria del Popolo sotto la regola di Santa Chiara col beneplacito dell'arcivescovo di Palermo Giovanni Paternò.
Epoca spagnola
1535: con breve apostolico di Gregorio XIV il monastero passa all'Ordine dei frati minori conventuali per tornare alla gestione dell'Ordinario nell'immediato.
?: l'arcivescovo Cesare Marullo dispone il trasferimento delle monache al monastero di Monte Oliveto o «Badia Nuova».
1582: presso la chiesa è costituito il Collegio dei Notari, istituzione che assume l'incarico della costruzione della chiesa di San Nicola da Tolentino.
1596: il Collegio dei Notari richiede l'uso del monastero e altri edifici di pertinenza facendo subentrare i Padri eremitani di Sant'Agostino. Per converso, i membri dell'ordine presenti nella struttura sono trasferiti presso il convento di Santa Maria la Sanità adiacente alla chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi. È documentata una piccola cappella sotto il…
Facciata ripartita in due ordini, intelaiata da robuste paraste. Realizzata nella seconda metà del XVII secolo è stata ritoccata intorno al 1922.
Sul portale principale, una piccola nicchia intermedia ospita la statuetta raffigurante San Nicolò di Tolentino, collocata nel 1687.
Impianto basilicale ripartito in tre navate per mezzo di poderosi pilastri, vasto transetto, cappellone rettangolare e profonde cappelle laterali.
Navata destra
Prima campata: Fonte battesimale. La conca del fonte battesimale è risalente al 1494 affiancata da due tabernacoli marmorei o edicole per l'olio dei catecumeni. Manufatti provenienti dalla demolita chiesa parrocchiale di San Giovanni dei Tartari.
Seconda campata: Cappella di San Giovanni Battista. Nella nicchia la statua raffigurante San Giovanni Battista proveniente dalla demolita chiesa parrocchiale di San Giovanni dei Tartari.
Terza campata: Cappella di Santa Rita.
Quarta campata: Cappella della Madonna della Cintura. Gruppo comprendente la Vergine con bambino e Santa Monica.
Quinta campata: Cappella del Santissimo Crocifisso.
Navata sinistra
Prima campata: Cappella.
Seconda campata: Cappella di San Giuseppe. Nella nicchia è collocata la statua raffigurante San Giuseppe, a destra il maestoso monumento funebre del marchese Michele Busacca Galliori, realizzato nel 1729 dall'architetto Ferdinando Lombardo.
Terza campata: Cappella.
Quarta campata: Cappella dell'Immacolata Concezione. Nell'edicola il quadro raffigurante l'Immacolata Concezione, opera attribuita a Pietro Novelli.
Quinta campata: Cappella di Maria Santissima Addolorata de la Soledad. L'ambiente patrocinato dalla Congregazione di Maria Santissima Addolorata de la Soledad ospita nella nicchia il simulacro della Vergine Addolorata, un gruppo scultoreo raffigurante la Coronazione di Spine, un Crocifisso, l'urna del Cristo Morto.
Presbiterio e transetto
Braccio destro transetto: Cappella di Sant'Agostino. Nell'edicola dell'altare in cornu Epistulae è custodito il dipinto raffigurante l'Apparizione della Beata Vergine e Gesù Cristo a Sant'Agostino,…
1636, San Casimiro incoronato dalla Vergine Maria, dipinto di Pietro Novelli, opera documentata nella quarta cappella dell'ala sinistra e custodita nella Galleria regionale di Palazzo Abatellis di Palermo.
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