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La chiesa di Santa Chiara all'Albergaria è un edificio di culto situato nel centro storico di Palermo. Il complesso monumentale della chiesa, monastero e altre antiche istituzioni è ubicato in piazza Santa Chiara, nel mandamento Palazzo Reale o Albergaria a poca distanza dal mercato di Ballarò.
Santa Chiara d'Assisi.
Santa Restituta d'Africa:
Fiorente devozione verso la martire berbera, la cui statua in marmo è oggi esposta nel Museo Diocesano. Nel 1557 lo scultore Giacomo Gagini porta a compimento la statua marmorea della santa commissionata al padre Antonello Gagini nel 1535 da collocare nella chiesa del monastero di Santa Chiara.
Una immagine della santa su fondo oro è raffigurata su una pala trecentesca custodita nella cattedrale di Palermo. Il 17 maggio 1332, in seguito alla miracolosa guarigione di Nicola Citarista, è portata in processione nel monastero di Santa Chiara ove resta in custodia fino al 1912. In seguito il quadro è restituito alla cattedrale ove si ammira collocato nella sacrestia dei Canonici.
VI secolo a.C. - II secolo a.C., Tutto il complesso sorge sui resti delle mura puniche visibili su «Rua Formaggi» e all'interno del monastero.
1344, Fondatore Matteo Sclafani conte di Sclafani e Adernò regnante Ludovico d'Aragona. In seguito il luogo di culto è donato alle suore clarisse dell'adiacente monastero.
1535 - 1557, Come espressione del rinascimento siciliano nella chiesa è documentata la statua marmorea di Santa Restituta d'Africa, opera commissionata ad Antonello Gagini e completata dal figlio Giacomo Gagini. Nel 1538 è documentata una custodia sacramentale", manufatto marmoreo con raffigurazioni di San Giovanni Battista e San Francesco d'Assisi e una lastra di marmo per altare, opere di Antonino Gagini.
1678, Una serie di eventi sismici minano il patrimonio storico - artistico - architettonico della città di Palermo, pertanto dello stile originario del tempio rimane ben poco in quanto la chiesa subisce gravi danni e necessita di radicali restauri, condotti nello specifico, dall'architetto Paolo Amato. Il nuovo stile rifulge del barocco lussureggiante, con pareti riccamente adorne di stucchi settecenteschi, magnifici affreschi sulla cupola e sulla volta, il pregiato altare in marmo, progettato da Gaspare Serenari con intarsi policromi e pietre nobili.
1726, Dopo il «terremoto di Terrasini» continuano i lavori di rinnovamento sotto la direzione di Nicolò Palma.
1808 1º novembre, Consacrazione presieduta dall'arcivescovo Raffaele Mormile.
1943, I lustri a seguire sono caratterizzati da nuovi interventi ricostruttivi in seguito ai bombardamenti dell'ultima guerra mondiale. I lavori di recupero hanno privato il monumento di una serie di dettagli costruttivi e decorativi, riuscendo comunque a mantenere lo splendore delle forme primitive.
La facciata presentava fino al 1943 un bellissimo portale barocco di Paolo Amato con colonne tortili e statua di Santa Chiara collocata nella nicchia sovrastante il timpano, una bomba rovinò l'intero prospetto compreso il coro interno. La ricostruzione nel dopoguerra comporta il riutilizzo del portale della chiesa della Madonna delle Grazie dei Macellai di «Piazzetta dei Caldomai» collocato in posizione leggermente più arretrata. Una lapide marmorea indicava il luogo ove sorgeva il palazzo di Matteo Termini, zio del patrocinatore Matteo Sclafani.
La facciata attuale è piuttosto semplice, sulla sinistra si innalza il pittoresco campanile barocco, unico elemento architettonico originario sopravvissuto ai bombardamenti dell'ultimo conflitto mondiale. Articolato su tre ordini con loggette, decori e intagli nella pietra. Dall'ultima loggia si gode un interessante panorama su una Palermo maestosa e magnifica.
Nella controfacciata sopra l'ingresso, tre arcate a tutto sesto e quattro colonne doriche in marmo rosso sostengono l'ampio coro illuminato da un grande oculo.
L'interno è a unica navata, con cappelle laterali poco profonde e un ampio presbiterio. L'aula si sviluppa in lunghezza ed in altezza, slanciandosi nell'abside con una cupola ellittica.
Parete destra
Lungo le pareti dell'aula si susseguono quattro cappelle poco profonde, incorniciate dalle modanature degli archi al di sopra dei quali sporgono alcune logge dorate dai frontoni ricurvi destinate alle clarisse, che in tal modo potevano assistere non viste, alle celebrazioni religiose. Altrettanto fastosi come l'altare maggiore, oggi assai deteriorate e mancanti di alcune decorazioni.
Prima campata: Altare di Santa Chiara. Sull'altare si conserva un dipinto di Olivio Sozzi del 1735 raffigurante Santa Chiara e le Clarisse. Il quadro è donato dalle monache del monastero di Valverde in segno di ringraziamento per l'ospitalità loro concessa dalle clarisse nel 1719, quando fuggirono per il pericolo della guerra, dal loro monastero troppo vicino alla fortezza di Castello a Mare.
Seconda campata: Altare del Santissimo Crocifisso. Sull'altare è presente una Crocifissione di Gaspare Serenari del 1748 raffigurante Gesù Crocifisso con Maria, San Giovanni e la Maria Maddalena.
Parete sinistra
Negli altari di sinistra quadri moderni di devozione salesiana realizzati tra il 1954 e il 1956.
Prima campata: Altare di San Giovanni Bosco. Altare con tela di autore moderno raffigurante San Giovanni Bosco fondatore dell'Ordine Salesiano.
Seconda Campata: Altare di Maria Ausiliatrice. Altare con tela di autore moderno raffigurante la Santissima Regina Pacis.
Nel tempio è documentata la Pietà di Pietro Novelli oggi custodita al Museo Diocesano proveniente dalla vicina chiesa del Saladino, luogo di culto non più esistente. È presente un altare ligneo nella Cappella di Santa Chiara e un quadro…
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chiesa di San Giovanni Decollato (San Giovanni Decollato)Un horario mal, una carretera cortada, una historia que merece contarse: escríbelo aquí. Una persona lo lee antes de que cambie nada en la página.
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