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La granita es una bebida de consistencia parecida a un sorbete ligero, más fina que la de los granizados españoles. Se elabora con azúcar, agua y aderezos. Es originaria de Sicilia, si bien se encuentra en toda Italia. Relacionada con el sorbete y el helado italiano, en la mayor parte de Sicilia tiene una textura más gruesa y cristalina. El escritor gastronómico Jeffrey Steingarten afirma que «la textura deseada parece cambiar de ciudad en ciudad» en la isla: en la costa oeste y Palermo es donde se encuentra más grueso, y en el este es casi tan fino como el sorbete. Esto es en gran medida el resultado de diferentes técnicas de congelación: las variedades más finas se elaboran en una heladora, mientras las más gruesas se congelan solo con agitaciones ocasionales, y luego se raspan para obtener cristales sueltos.
Ad Acireale, dal 2012, si svolge il festival Nivarata, dedicato a "il rito della Granita Siciliana" artigianale.
Verano
Le origini della granita vengono solitamente fatte risalire alla dominazione araba in Sicilia. Gli arabi portarono con sé la ricetta dello sherbet, bevanda ghiacciata aromatizzata con succhi di frutta o acqua di rose. In Sicilia questa preparazione venne progressivamente reinterpretata e, nel corso dei secoli, subì numerosi cambiamenti fino ad avvicinarsi alla granita moderna.
Per produrre la granita veniva usata la neve raccolta durante i mesi invernali sui monti Peloritani, Nebrodi, Etna e sulle Madonie. La neve veniva conservata nei nivieri, apposite strutture in pietra costruite all’interno di grotte naturali o artificiali, secondo una pratica storica diffusa in diverse aree della Sicilia.
Esistono ancora oggi molti nivieri sui monti siciliani. In estate veniva prelevato il ghiaccio destinato a diversi usi alimentari, tra cui anche alcune preparazioni considerate antenate dell’attuale granita.
Il ghiaccio veniva grattato e ricoperto con sciroppi di frutta o di fiori, come il gelsomino. Questa preparazione, che sopravvive anche nella grattachecca romana, era diffusa ancora fino al primo Novecento con il nome di rattata (grattata).
Durante il XVI secolo si apportò un notevole miglioramento alla ricetta dello sherbet, scoprendo di poter usare la neve, mista a sale marino, come eutettico per poter congelare le preparazioni. La neve raccolta passò così da ingrediente a refrigerante.
Nacque il pozzetto, un tino di legno con all'interno un secchiello di zinco, che poteva essere girato con una manovella. L'intercapedine veniva riempita con la miscela eutettica e il tutto poi posto in un letto isolante di paglia. La miscela congelava il contenuto del pozzetto per sottrazione di calore, mentre il movimento rotatorio impediva la formazione di cristalli di ghiaccio troppo grossi.
La granita così preparata ha soppiantato nei secoli la rattata. Nel corso del XX secolo, il pozzetto manuale raffreddato da ghiaccio (o neve) e sale è stato dappertutto sostituito dalla gelatiera. Nel 1961, la ditta artigiana napoletana Fratelli Cortese progettò il primo granitore verticale con completa esposizione del prodotto, segnando il passaggio dalla produzione manuale della granita a quella elettromeccanica.
La Regione Siciliana ha inserito nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del ministero per le politiche agricole e alimentari, le seguenti varianti:
granita di mandorla;
granita di gelsomino (scursunera).
Nel 2016 la granita messinese è stata riconosciuta dal Comune di Messina come De.Co., cioè Denominazione Comunale, riconoscimento volto a valorizzare prodotti e tradizioni tipiche del territorio.
De Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Leer el artículo completo
Non si può facilmente determinare una “formulazione originale” della granita. Secondo fonti autorevoli, le granite siciliane più tradizionali erano quelle ai gusti di limone, gelsomino (scursunera) e gelsi neri, che per questo sono inserite nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali dell'isola; ma poi la varietà è aumentata con tanti gusti: caffè, pistacchio, fragola, ecc.
La granita siciliana presenta differenze locali sia nella consistenza sia negli ingredienti utilizzati. In alcune zone, come il Messinese, è diffusa una consistenza più morbida e cremosa; nell’area etnea e nel Catanese, invece, la granita tende spesso ad avere una struttura più compatta, pur restando distinta dal gelato.
Anche le modalità di consumo variano a seconda delle aree. In diverse zone della Sicilia la granita è tradizionalmente accompagnata dalla brioche, mentre in passato poteva essere consumata anche con pane, biscotti o altri prodotti da forno locali. L’uso della panna è particolarmente radicato in alcune tradizioni locali, soprattutto nel Messinese, ma è oggi diffuso anche altrove secondo abitudini e preferenze personali.
Tra i gusti più comuni nel Messinese si trovano limone, caffè, cioccolato, fragola e gelsi. Nell’area catanese e acese sono molto diffusi il limone, la mandorla, il pistacchio, legato anche alla tradizione produttiva di Bronte, il cioccolato e i gelsi.
A Siracusa è diffusa la granita al limone siracusano; la granita alla mandorla può essere preparata anche con mandorla grezza, cioè tritata senza rimuovere la pellicina marrone dopo la sgusciatura.
Nel territorio ragusano sono diffuse le granite al cioccolato di Modica, al limone e alla mandorla; nel Modicano si trova anche la granita di mandorla abbrustolita.
A Trapani e nel sanvitese è tradizionale la…
La Regione Siciliana ha inserito nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del ministero per le politiche agricole e alimentari, le seguenti varianti:
granita di gelsi neri;
granita di mandorla;
granita di gelsomino (scursunera).
Nel 2016 la granita messinese è stata riconosciuta dal Comune di Messina come De.Co., cioè Denominazione Comunale, riconoscimento volto a valorizzare prodotti e tradizioni tipiche del territorio.
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chiesa di San Vito (San Vito)Un horario mal, una carretera cortada, una historia que merece contarse: escríbelo aquí. Una persona lo lee antes de que cambie nada en la página.
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