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Il Cerasuolo di Vittoria è un vino DOCG siciliano che prende il nome dalla città di Vittoria. È l'unico vino siciliano a godere di tale denominazione.
Il Cerasuolo di Vittoria è un vino DOCG siciliano che prende il nome dalla città di Vittoria.
Comprende tutto o in parte i territori dei seguenti comuni:
Vittoria, Comiso, Acate, Chiaramonte Gulfi, Santa Croce Camerina, Ragusa in provincia di Ragusa
Caltagirone, Licodia Eubea e Mazzarrone in provincia di Catania
Niscemi, Gela, Riesi, Butera e Mazzarino in provincia di Caltanissetta.
Informazioni sulla zona geografica
La zona geografica delimitata ricade nella Sicilia sud-orientale ed interessa le provincie di Ragusa, Caltanissetta e Catania per una estensione di circa 124 500 ettari.
La zona è delimitata a nord dal complesso dei monti Erei, a sud dal mar Mediterraneo, ad est dai
rilievi dei monti Iblei e ad ovest dalle colline centro-meridionali della provincia di Caltanissetta.
Al suo interno si possono distinguere tre macroaree:
una zona costiera con altitudine media compresa tra 0 e 200 m s.l.m.
una zona di media collina con vigneti posti da 200 a 350 m s.l.m.
una zona di alta collina con altimetria media superiore ai 350 m s.l.m.
La zona di coltivazione del Cerasuolo di Vittoria DOCG, da un punto di vista geologico è predominantemente calcarea (calcareniti del Miocene ricoperta da terreni sciolti del Pleistocene), ma sono presenti anche formazioni prevalentemente sabbiose e argilloso-sabbiose con subordinati livelli calcarenitici.
I suoli della zona di produzione si identificano principalmente nelle seguenti associazioni:
15% suoli bruni, formatisi su rocce prevalentemente sabbiose e conglomeratiche;
50% suoli bruni liscivati - terra rossa, formatisi in prevalenza su substrato calcarenitico;
25% suoli bruni, bruni vertici, vertisuoli;
10% suoli alluvionali e vertisuoli lungo i fiumi e fondovalli.
Le condizioni climatiche medie del comprensorio sono quelle tipiche del clima mediterraneo caldo-arido, con scarse piogge nei mesi estivi ed una temperatura…
La vitivinicoltura si diffuse nella Sicilia orientale sin dall'epoca della colonizzazione greca, (VII-VI secolo a.C.), in particolare, nella Sicilia sud-orientale, con la fondazione di Siracusa (733-734 a.C.) la più importante città greca dell'isola e, successivamente, con la fondazione da parte dei siracusani della colonia di Kamarina (598 a.C.), costruita alla foce del fiume Ippari, nell'attuale territorio della provincia di Ragusa e, dunque, nel comprensorio di produzione della docg "Cerasuolo di Vittoria".
Alcune monete ritrovate nel territorio camarinese riportano, infatti, nell'esergo, la raffigurazione di anfore vinarie, tipiche per la bocca stretta e la pancia allungata, che venivano usate soprattutto per il trasporto e la commercializzazione del vino, così come numerose anfore sono state ritrovate nei fondali del mare antistante Kamarina
Sempre in questo territorio è stato ritrovato un reperto eccezionale costituito da una lamina di piombo arrotolata, che è un vero e proprio atto notarile di vendita di un terreno coltivato a vite, compreso tra i fiumi Ippari ed Irminio, il cui compratore era una donna proprietaria di una rivendita di vini, quindi in quella data (III secolo a.C.) esisteva già la produzione di vino ed era inoltre oggetto di commercio.
Con l'occupazione romana il vino di questa zona della Sicilia veniva esportato a Roma e nell'Italia centro-meridionale; a Pompei sono state ritrovate anfore vinarie che riportano iscrizioni sui luoghi di provenienza del vino: Taormina e Mesopotamio. In epoca romana questa zona ricca e fertile posta tra i due fiumi Ippari e Dirillo, era infatti chiamata "Plaga Mesopotamium" e coincideva con l'attuale zona di produzione del Cerasuolo di Vittoria. Camarina rappresentava lo sbocco naturale dei prodotti agricoli, tra…
Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità non può essere inferiore a 4 000 ceppi/ha; le forme di coltivazione consentite sono ad alberello ed a spalliera semplice.
È vietata ogni pratica di forzatura ma è consentita l'irrigazione di soccorso.
Tutte le operazioni di appassimento delle uve, vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento, debbono essere effettuate nella zona delimitata.
Il Cerasuolo di Vittoria deve essere immesso al consumo non prima del 1º giugno dell'anno successivo alla vendemmia. La tipologia "Classico" richiede invece 18 mesi di invecchiamento e quindi può venire commercializzato solamente dopo il 31 marzo del secondo anno successivo alla vendemmia.
Nella etichettatura è consentito utilizzare il termine "Sicilia" e può essere utilizzata la menzione «vigna»; l'indicazione dell'annata di vendemmia è obbligatoria.
I vini "Cerasuolo di Vittoria" sono stati infatti riconosciuti a DOCG con decreto ministeriale del 13 settembre 2005, ed erano già stati riconosciuti a DOC con Dpr del 29 maggio 1973 poi modificato con DM 6 novembre 1991.
Precedentemente all'attuale disciplinare questo vino era stato:
riconosciuto DOC con DPR 29.05.1973 (G.U. 221 - 28.08.1973)
modificato con DPCM 06.11.1991 (G.U. 224 - 23.09.1992)
Approvato DOCG con D M. 13.09.2005 (G.U. 224 - 26.09.2005)
Modificato con D M. 30.11.2011 (Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP)
Da Wikipedia, CC BY-SA 4.0 · Leggi tutta la voce
37.50734 N · 15.08347 E
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